Pasqua e tradizioni... e in Vietnam?
Apr 13 2017Tra poco è Pasqua!
Che siate di fede cristiana o meno, questa festività è sempre un bellissimo momento per ritrovarsi con la famiglia e festeggiare l’arrivo della bella stagione.
In Italia, si sa, le feste sono sempre occasione per grandi scorpacciate, a partire dal cioccolato! Ma come si festeggerà la Pasqua negli altri paesi?
In Bulgaria, nei giorni precedenti la Pasqua si fanno grandi pulizie nelle case, si cucinano i “kozunaks” e si colorano le uova: il primo uovo deve essere colorato di rosso, perché possa portare la salute. A mezzanotte del Sabato Santo la gente si scambia gli auguri e le uova di Pasqua.
Anche in Danimarca si dipingono le uova, e il colore dominante è il giallo.
In Germania la tradizione vuole che sia il Coniglietto di Pasqua a portarle a tutti i bambini: nascoste nel giardino, tra i cespugli, nell’erba o dietro a qualche sasso, i bambini devono riuscire a trovarle tutte!
Anche in Olanda c’è la tradizione di nascondere le uova in giardino, e alle porte delle case vengono appese delle corone decorate. In entrambi i paesi le uova sode vengono dipinte prima di essere nascoste, e spesso gli ovetti vengono poi appesi su un alberello.
E in Vietnam?
A partire dal 1954 per il Vietnam del Nord e dal 1976 per tutto il Vietnam, nel paese è in vigore l'ateismo di stato. E’ comunque possibile, se pur con determinate restrizioni, professare una fede religiosa: le religioni maggiormente praticate sono, conseguentemente all'influenza cinese, il Buddismo, il Confucianesimo e il Taoismo. E’ però da sottolineare come la maggioranza della popolazione non sia di fede buddista, come magari di primo acchito potrebbe sembrare, ma segua in realtà dei rituali tradizionali legati al culto degli antenati che ne sono stati influenzati. Nel momento in cui si chiede alla gente locale quale fede professino, la maggior parte di loro risponde infatti che è "senza religione".
Per quanto riguarda il Cristianesimo, i cattolici sono il 10% della popolazione: in valore assoluto si tratta della maggiore comunità asiatica, dopo le Filippine.
Nonostante questa prima posizione, in Vietnam i cristiani sono stati a lungo perseguitati e ancora oggi le tensioni permangono, ed i motivi sono diversi.
Prima di tutto, il governo comunista di Hanoi vuole esercitare un controllo ferreo su qualsiasi aspetto religioso del proprio paese, indipendentemente da quale sia la fede professata.
Inoltre, alcune minoranze etniche che seguono il Cristianesimo hanno avuto dei trascorsi burrascosi con il governo vietnamita, risalenti ancora alla guerra del Vietnam. E’ spesso quindi già presente un altro elemento di contrasto, oltre a quello religioso.
Tra queste comunità cristiane c’è ad esempio quella dei Degar («figli delle montagne», come si autodefiniscono, o Montagnard, dal francese «montanari»), una popolazione composta da circa quaranta differenti gruppi aborigeni, che nel 2004, proprio durante la settimana di Pasqua, si sono radunati a migliaia per protestare contro la repressione religiosa e la confisca di terre ancestrali. La risposta alla protesta è stata molto dura: i manifestanti sono stati picchiati, arrestati e molti anche uccisi da ufficiali e civili, come testimonia un brefieng paper di Human Rights Watch.
Il paese si sta tuttavia lentamente aprendo, soprattutto nelle grandi città come Hanoi, dove si può ammirare la cattedrale di San Giuseppe, una delle 26 cattedrali vietnamite, che fu realizzata nel 1886 durante la colonizzazione francese ed è tutt’oggi un bellissimo esempio di cattedrale in stile neogotico. Nel 2013, l'arcidiocesi di Hanoi contava 346.000 battezzati su 5.620.000 abitanti (6,2%).
Vogliamo quindi mantenere uno sguardo di speranza verso una futura e progressiva apertura del Vietnam a tutte le religioni ed etnie e, con questo auspicio, GTV vi augura buona Pasqua!