Homestay, una scelta di turismo responsabile per conoscere il Vietnam rurale
Gen 21 2022Noi di GTV siamo fortemente convinti dell’importanza dello sviluppo sostenibile, ovvero di una strategia di sviluppo basata sull’obiettivo di lasciare il pianeta alla generazione successiva nelle stesse condizioni in cui lo abbiamo trovato, senza deteriorarne il territorio o logorarne il tessuto sociale. Per questo anche la nostra mission di “creare un ponte tra Occidente e Oriente” si concretizza attraverso esperienze di turismo responsabile e quanto più sostenibili possibili.
Il turismo responsabile promuove uno sviluppo del settore basato sulla centralità della comunità locale ospitante (dalla definizione dell’AITR, Associazione Italiana per il Turismo Responsabile). Si riconosce il suo diritto ad essere protagonista nella definizione dello sviluppo turistico da perseguito nelle aree da loro stessi abitate. Questo significa proporre esperienze turistiche che concilino le necessità economiche e sociali della popolazione locale che non incrinino il tessuto sociale tradizionale, che minimizzino il loro impatto ambientale.
Hoang Thi Phuong, una donna di 47 anni, gestisce un homestay con la sua famiglia. Questo tipo di struttura è gestita da singole famiglie che accolgono i viaggiatori sporadici nelle proprie abitazioni. I turisti hanno delle stanze adibite a loro, ma condividono alcuni spazi con chi li ospita, così come alcuni momenti della vita quotidiana, come ad esempio i pasti. In questo modo si può davvero entrare in contatto con il modo di vivere delle persone del luogo che si visita. Phuong ha raccontato a Que, operatrice di GTV in Vietnam, che da quando i viaggi turistici si sono interrotti per la pandemia, la sua vita è tornata ad essere molto più incerta, poiché le entrate si sono ridotte e non si ha un’idea di quando i turisti potranno tornare.
Phuong ha una famiglia di cinque persone, e gestisce la struttura da quattro anni nel villaggio in cui vive (Na Rang). Nessun membro ha mai smesso di svolgere l’occupazione originaria, quella di contadino. L’homestay ha infatti per sua natura un basso impatto sulla vita delle persone coinvolte nell’attività e i ritmi tradizionali di vita non vengono stravolti. Chi decide di viaggiare come turista responsabile a Na Rang, nella regione montagnosa a nord del Vietnam ad Ha Giang, può assaporare la vita rurale e i suoi ritmi e può alloggiare in una struttura a conduzione familiare, entrando in stretto contatto con le persone del villaggio.
Come in tutto il mondo, la pandemia ha paralizzato il turismo anche a Na Rang. Phuong è preoccupata, poiché le entrate si sono ridotte e la vita della sua famiglia è molto più instabile. A livello globale, la pandemia ha ridotto di 1,3 miliardi le entrate provenienti dal turismo internazionale. Nel primo semestre 2021, a un anno dall’inizio della crisi sanitaria mondiale, i viaggi aerei erano ancora ridotti dell’80% rispetto al 2019, quindi prima della diffusione del Covid-19. In Asia, gli arrivi internazionali agli aeroporti hanno addirittura toccato una riduzione del 95%. Il Vietnam non è certo stato risparmiato da questa crisi. Infatti, l’Amministrazione nazionale del Turismo del Vietnam (Vietnam National Administration of Tourism) ha dichiarato che nel 2020 solamente il 20% delle stanze disponibili nelle strutture è stato occupato, mentre nei primi nove mesi del 2021 la percentuale di occupazione è scesa al 10%.
Le parole di Phuong testimoniano che l’homestay, che promuove una forma di turismo responsabile, non ha ricadute negative sul tessuto sociale preesistente, non danneggia il territorio ma, allo stesso tempo, garantisce uno sviluppo economico locale. Spera anche di poter frequentare i corsi di formazione organizzati dal distretto per poter migliorare le capacità di gestione, sia dal punto di vista della contabilità che dell’accoglienza degli ospiti, dal momento che fino ad ora hanno avuto modo di partecipare solo il marito e il figlio.
Un vero e proprio esempio di sviluppo sostenibile, che permette di preservare il territorio e la vita tradizionale, garantire al contempo nuove entrate agli abitanti del Vietnam rurale e la possibilità di fare esperienze di turismo uniche per i viaggiatori ospitati.
Questa testimonianza si inserisce nel progetto “Vie di sostenibilità” finanziato dalla Provincia autonoma di Trento: con incontri, testimonianze e racconti vogliamo come GTV poter portare l’attenzione su scelte sostenibili di consumo, tra cui le nostre scelte turistiche.
Vogliamo così dare il nostro contributo a dei modelli di vita e di sviluppo che arricchiscano sia i consumatori che i produttori, attenti alle esigenze sociali e ambientali dei territori in cui si implementano.
Galleria immagini
https://gtvonline.org/it/comunicazione/news/item/1087-homestay-una-scelta-di-turismo-responsabile-per-conoscere-il-vietnam-rurale.html#sigProIda6a9ba2403