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Un Summer Camp entusiasmante! Il racconto di Onorio

Ott 23 2026

Dopo molti anni, torno in Vietnam per una nuova missione GTV! Quest’anno avrò l’occasione di conoscere per la prima volta i beneficiari dei progetti che GTV porta avanti nella provincia di Tuyen Quang, dove l’associazione è presente dal 2019.

Il mio viaggio nasce dal progetto MAMI – Multi Approccio alla Malnutrizione Infantile, per il quale svolgerò una serie di monitoraggi sul territorio. Ma questa missione mi riserva anche un’esperienza speciale: incontrare gli studenti e i giovani volontari vietnamiti che, con entusiasmo e dedizione, affiancano GTV nelle sue attività.
Proprio in questi giorni, infatti, si svolge il Summer Camp dedicato ai bambini e ai ragazzi sostenuti a distanza da GTV. Un appuntamento atteso e preparato con grande cura dai volontari, che saranno i veri protagonisti di una settimana fatta di giochi, condivisione e nuove amicizie.

Partiamo presto al mattino da Hanoi, diretti a Coc Pai. Ci aspettano circa sei ore di viaggio, ma la pioggia battente e alcuni tratti di strada franati trasformano il tragitto in un’avventura di ben undici ore. In alcuni punti dobbiamo persino scendere e proseguire a piedi, per alleggerire il pullman e permettergli di attraversare le zone più difficili.
La stanchezza si fa sentire, ma una volta arrivati troviamo ad accoglierci la grande homestay di Don, il nostro collaboratore locale, dove alloggeremo tutti insieme.
Siamo un gruppo numeroso: ci sono 23 studenti della Facoltà di Giurisprudenza di Hanoi e quattro volontarie di GTV, che trovano subito un grande affiatamento durante la cena con canti e  brindisi.

La vera sorpresa arriva la mattina seguente, quando raggiungiamo il villaggio di Ban Ngo per dare ufficialmente il via al Summer Camp.
Gli studenti sono organizzati alla perfezione, pieni di energia e di entusiasmo. Ogni attività è preparata nei minimi dettagli, come se si fossero allenati per mesi in vista di questo appuntamento che ci accompagnerà per quasi una settimana.
Uno di loro coordina con sicurezza tutte le attività, mentre Lien, la nostra volontaria appena laureata in Studi internazionali, segue ogni passaggio con discrezione e attenzione.
GTV appare come uno dei tanti attori, ma la scena è totalmente riempita dagli studenti e dalle ragazze e ragazzi SAD con le loro famiglie, creando una comunità festosa e bene integrata, come se i vari membri si conoscessero da sempre. Mi colpisce in particolare come ogni studente e volontario si prende cura di uno o più membri SAD. Lo fa con tale delicatezza ed affetto che ti sembra di vedere un gruppo di fratelli e di sorelle.

Dopo il mio breve saluto di benvenuto, la giornata entra nel vivo con una serie di balli preparati magistralmente dagli studenti. Poi si fa colazione insieme e iniziano le attività creative: volontari e ragazzi lavorano fianco a fianco per realizzare piccoli vasi con una pianta grassa. Un gesto semplice, ma capace di trasformarsi in un ricordo da portare a casa.

Mentre il Summer Camp prosegue, approfitto di questa occasione per incontrare alcune delle famiglie dei bambini sostenuti a distanza (SAD).
Colgo l'occasione per conoscere più da vicino le famiglie sostenute da GTV, ascoltare le loro esperienze e raccogliere le loro impressioni. A rappresentarle sono spesso i genitori, ma anche i nonni e gli zii, perché i capifamiglia si trovano al lavoro nel villaggio o in qualche provincia vicina.
Sono incontri preziosi, perché permettono di ascoltare direttamente le persone, raccogliere impressioni e comprendere meglio le condizioni di vita delle singole famiglie e delle comunità.
Le persone che incontro esprimono una generale soddisfazione per il sostegno ricevuto. Emergono anche richieste concrete: un aiuto per costruire o migliorare la casa, oppure un'attenzione particolare per situazioni di disabilità.
Parliamo anche della nuova impostazione del sostegno a distanza, che affianca agli aiuti diretti alle famiglie gli interventi nelle scuole e nella comunità. Chiedo se questa modalità, che comporta anche una parziale riduzione del sostegno individuale, sia condivisa. Le risposte sono unanimemente positive.
Accolgo con piacere queste parole, ma so bene che il nostro lavoro non può fermarsi agli apprezzamenti. Per comprendere davvero i bisogni, occorre andare oltre le risposte e saper osservare con attenzione il territorio, le condizioni di vita e le difficoltà che non sempre vengono espresse apertamente.
È proprio questo il valore del monitoraggio sul campo: incontrare le persone, ascoltarle senza fretta e continuare a interrogarsi su come rendere il nostro sostegno sempre più vicino alle loro reali necessità.

Anche il pranzo diventa un momento di condivisione. I volontari accompagnano i ragazzi ai tavoli, chiedono loro cosa preferiscono mangiare e aiutano nel servizio, creando un clima sereno e accogliente. La cura è particolarmente evidente nei confronti dei più piccoli. Uno o più volontari si siedono accanto a loro, li aiutano a sentirsi a proprio agio in un ambiente nuovo e preparano i loro piatti, prestando attenzione alla varietà degli alimenti. È un gesto semplice, ma importante, soprattutto in un contesto in cui una corretta alimentazione è parte integrante della prevenzione della malnutrizione infantile. Ancora una volta, mi colpisce il modo in cui l'attenzione alle persone si traduce in gesti concreti, quotidiani, capaci di unire il piacere di stare insieme alla cura del benessere di ciascuno.

Dopo pranzo arriva una sorpresa: il momento del riposo pomeridiano, al quale si abbandonano un po' tutti. A pensarci bene, però, non c'è nulla di strano. Il clima è caldo e umido, e rallentare nelle ore centrali della giornata è una necessità. Meglio iniziare presto al mattino, quando l'aria è ancora più fresca, e concedersi poi una pausa prima di riprendere le attività.
Anche questi piccoli ritmi raccontano qualcosa della vita del luogo e della capacità di adattarsi ai suoi tempi.

Il Summer Camp si conclude con un momento particolarmente atteso: la consegna degli zaini e della cancelleria per la scuola, che ricomincerà a settembre.
Anche questo appuntamento è pensato per dare spazio a ciascun bambino. Uno alla volta, i ragazzi salgono sul palco, ricevono il proprio materiale scolastico e posano per una fotografia ricordo. C'è qualcosa di speciale in questa semplice cerimonia: per qualche istante, ogni bambino è al centro dell'attenzione, accolto e festeggiato dal gruppo. Non è soltanto la consegna di ciò che servirà per il nuovo anno scolastico, ma un modo per dire a ciascuno: sei importante, siamo qui con te e siamo felici di condividere questo momento.

Se ripenso a questa esperienza, l'aspetto che più mi ha sorpreso è proprio questo: vedere una comunità di studenti vietnamiti che si integra e movimenta una comunità di ragazze e ragazzi svantaggiata, mentre GTV sta dietro le quinte e non appare come propulsore.
Un ottimo esempio di cooperazione orizzontale tra comunità dello stesso paese, sostenute da GTV, ma solo come attivatore, non come gestore in prima persona.

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