Implementare i diritti umani: l’esempio concreto di GTV nell’ambito del diritto all’acqua e ai servizi igienico-sanitari

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Implementare i diritti umani: l’esempio concreto di GTV nell’ambito del diritto all’acqua e ai servizi igienico-sanitari

Ott 13 2021

Condividiamo con piacere la riflessione di Elena Reato, ex tirocinante di GTV che si è laureata in Studi Internazionali all’Università di Trento. Per la sua tesi ha deciso di sviluppare il tema del diritto all’accesso all’acqua e ai servizi igienico-sanitari.

Questo articolo entra a far parte della campagna “Vie di sostenibilità”.

Sono Elena, una studentessa di Studi Internazionali presso l’Università di Trento. Nel 2020 ho svolto un tirocinio presso il Gruppo Trentino di Volontariato, che ha ampiamente arricchito la mia esperienza universitaria e su cui ho focalizzato parte della mia tesi di laurea triennale.

Durante lo stage ho avuto modo di confrontarmi con i progetti di cooperazione internazionale di GTV attivi in Vietnam. Uno in particolare, Acqua per tutti, mi ha colpito particolarmente. Tale progetto operava nella provincia di Ha Giang, una zona economicamente molto povera del nord del Vietnam. Le famiglie, e più frequentemente le donne, dovevano dedicarsi all’approvvigionamento dell’acqua percorrendo lunghi tratti a piedi particolarmente scoscesi e pericolosi.  Le donne impiegavano anche più di quattro ore per la raccolta dell’acqua, e spesso l’acqua rischiava di essere contaminata, mettendo a rischio la salute della popolazione locale. Un ulteriore problema era la precarietà, o la totale mancanza, dei servizi igienici nelle scuole. GTV è quindi intervenuta con un progetto di 15 mesi che, attraverso la costruzione di un acquedotto, ha portato l’acqua a 131 famiglie e a una scuola.

Quello su cui mi sono ritrovata a riflettere è stato: com’è possibile parlare di diritti umani universali, se ci sono intere minoranze etniche nel resto del mondo che vengono private di un diritto basilare come quello dell’accesso all’acqua? Alcune cifre che ho trovato durante la mia ricerca segnalano una situazione tanto allarmante quanto spesso ignorata da noi occidentali:

- sono 844 milioni le persone che non hanno ancora un servizio di base all’acqua potabile e 2.3 miliardi quelle che non hanno accesso ad un servizio igienico-sanitario di base ((WHO e UNICEF, 2017);
- il tempo impiegato dalle donne per il trasporto dell’acqua equivale a 22.800 anni (UN water, 2021);
- secondo molti studi, la situazione si aggraverà nel futuro, a causa anche del cambiamento climatico e della crescita della popolazione; se nel 1900 erano 32 milioni le persone in una condizione di grave scarsità idrica, nel 2050 si prevede che saranno 3,1 miliardi (UN water, 2021).

Nella mia tesi mi sono occupata del diritto umano all’acqua e ai servizi igienico-sanitari, studiandone la storia e l’evoluzione con l’obiettivo di comprendere quanto ancora nel resto del mondo questo diritto sia negato, in particolare alle popolazioni del mondo rurale, e portando come esempio di un’implementazione di successo il progetto di GTV Acqua per tutti.

Una delle prime considerazioni è relativa all’importanza del diritto all’acqua in sé. Spesso questo diritto, anche nella sua storia giuridica, è stato considerato come secondario o derivato da altri. In realtà, oltre agli usi domestici, un accesso all’acqua e alla sanificazione permette un contributo rilevante alla eradicazione della povertà, al principio di non discriminazione, allo sviluppo sostenibile, alla lotta contro l’assenteismo scolastico e alle disparità e violenze di genere (Hall et al., 2014). Si tratta dunque di un diritto umano che rappresenta una precondizione determinante per la fruizione di altri diritti, e la cui implementazione può portare a miglioramenti nella società che vanno ben oltre alla soddisfazione di standard di vita basilari.

Successivamente, ho confrontato le teorie illustrate da E. M. Hafner-Burton nel suo libro Making Human Rights a Reality con le azioni di GTV. Nel libro, la studiosa parte da un concetto fondamentale: nonostante negli ultimi decenni siano aumentati i trattati volti a proteggere i diritti umani, si continua a registrare un aumento delle violazioni. Per tale ragione, è necessario ripensare la strategia che utilizziamo per implementare i diritti umani, affinché le nostre azioni non siano solo simboliche, ma efficaci. Hafner-Burton evidenzia come le ONG possono svolgere un ruolo centrale nell’implementare le tecniche di localizzazione, focalizzando le ristrette risorse disponibili su una cooperazione più specifica tra livello internazionale e locale, avviando una collaborazione consapevole e non invasiva con la comunità per arrivare a una realizzazione e ad una salvaguardia effettiva dei diritti umani.

Ho trovato le osservazioni dell’autrice perfettamente in linea con l’attività svolta da GTV, e per questo ho scelto di portare il progetto Acqua per tutti come esempio concreto di utilizzo delle tecniche di localizzazione per la realizzazione dei diritti umani. Tale progetto non si è solamente occupato di portare l’acqua in villaggi remoti del Vietnam, lasciando poi la popolazione impreparata alla gestione dell’acquedotto una volta terminato il progetto. Acqua per tutti ha dato la possibilità a 131 famiglie parte di una minoranza etnica ed economicamente molto svantaggiate di poter dedicare più tempo ad attività produttive senza doversi preoccupare della scarsità d’acqua; ha permesso ad adulti e bambini di comprendere tramite delle campagne di sensibilizzazione l’importanza delle pratiche igieniche domestiche; ha messo al centro gli abitanti dei villaggi rispettandone la cultura e permettendogli di integrarsi pienamente al processo, dandogli un ruolo da protagonista nell’amministrazione futura dell’acquedotto; ha fornito strumenti e know-how per far sì che il diritto umano all’acqua non fosse semplicemente imposto dall’esterno ma fosse accolto dalla popolazione stessa.

L’esempio del progetto Acqua per tutti di GTV illustra come, rivedendo i frameworks, localizzando gli sforzi, attuando una collaborazione multilivello e ridando importanza a chi è discriminato, sia possibile realizzare efficacemente i diritti umani.

La foto di copertina è di Alberto Prina.

Bibliografia

WHO e UNICEF, Progress on Drinking Water, Sanitation and Hygiene: 2017 update and SDG baselines, Ginevra, 2017
UN water, Rapporto mondiale delle Nazioni Unite sullo sviluppo delle risorse idriche 2021, UNESCO e Fondazione Univerde, Roma, 2021.
Hafner-Burton M. E., Making Human Rights a Reality, Princeton University Press, Princeton, 2013
Hall R. P. et al., The Human Right to Water: The Importance of Domestic and Productive Water Rights. Science and Engineering Ethics, 2014

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