Chúc Mừng Năm Mới - Buon anno nuovo amici del Vietnam!
Gen 16 2017In tutto il Vietnam stanno per cominciare i festeggiamenti per il Tết Nguyên Ðán, o semplicemente Tết, primo giorno dell'anno nuovo secondo il calendario lunisolare eredità della dominazione cinese.
LA FESTA DELLA PRIMAVERA - In tutti i popoli, antichi e moderni, in cui l'agricoltura e il legame con la natura sono una componente fondamentale della vita e della sopravvivenza, si possono trovare cerimonie, riti e festività che celebrano il passaggio da una stagione all'altra. In un paese come il Vietnam, che dipende il larga parte dalla terra e dai sui frutti, riso in testa, questa celebrazione conserva ancora una componente legata alla propiziazione del raccolto. Il Tết è infatti considerato il primo giorno della primavera, chiamato anche Hội xuân, “festa della primavera”, e cade nello stesso giorno del Capodanno Lunare Cinese, una data sempre compresa tra il 19 gennaio e il 20 febbraio, che quest'anno è il 28 gennaio.
Il brevissimo inverno vietnamita volge al termine nelle settimane precedenti il Tết, periodo definito Tất Niên, quando gli alberi tornano a fiorire e le campagne a riempirsi di colori. La primavera si respira letteralmente nell’aria delle vie cittadine come delle strade sterrate dei villaggi. Nel cuore dei vietnamiti, popolo ottimista per natura, cominciano a sbocciare le migliori speranze per l’anno che sta per venire. I preparativi per la festività assorbono ogni famiglia: si puliscono e si addobbano le case, si preparano le buste rosse con le banconote nuove di zecca da regalare, si cucinano piatti tradizionali.
Lo scambio di doni che portino fortuna, ricchezza e prosperità è una delle tradizioni più vive del Tết, oltre alle buste rosse con le banconote, sono doni molto comuni i rami di pesco, che si pensa scaccino il male, i galli, simbolo di buone maniere e i cani, che con il loro abbaiare - gâu gâu- ricordano la parola giàu, ricchezza. Il colore preponderante è il rosso, che in oriente è simbolo di felicità, prosperità, fortuna e successo.

IN CUCINA - Uno dei piatti tipici del capodanno vietnamita è il Banh Chung, una torta di riso, fatta con il riso glutinoso, carne di maiale e fagioli di soia verdi. Alla torta viene data una forma quadrata e viene avvolta con delle foglie di banano.
La leggenda vuole che questa torta risalga al periodo di Re Hung VII (1631 – 1432 a.C). Si narra infatti che Re Hung VI, dopo la battaglia contro i An, volesse cedere il trono a uno dei suoi principi. Per scegliere il più degno di guidare il regno decise di lanciare una sfida ai suoi eredi: “Quello tra voi che mi porterà un cibo delizioso e allo stesso tempo degno di essere offerto agli antenati per il Tết, diverrà il futuro re”. I 21 figli del re si misero subito all'opera, quasi tutti partirono per lunghi viaggi alla ricerca di sapori esotici e sconosciuti, ma il 18esimo principe, che era anche il più povero, non disponeva di risorse sufficienti a compiere un lungo viaggio. Aiutato in sogno da una fata, utilizzò quindi come ingredienti quelli più comuni nel regno di suo padre. “Su questa terra, niente è più prezioso del riso. Il riso alimenta la gente. Usa il riso glutinoso per fare una torta rotonda, che rappresenti il cielo e che chiamerai Banh Day, e una quadrata, che rappresenti la terra e che chiamerai Banh Chung. Farcisci di fagioli e carne quella quadrata e avvolgi tutto con le foglie. Offri questo a tuo padre e ai tuoi antenati.” Grazie all'aiuto avuto in sogno, il principe riuscì a stupire il re: “Una torta a simboleggiare il Cielo, una la Terra, fagioli, maiale e riso che rappresentano tutte le forme di vita e l'incarto di foglie che rappresenta la protezione del regno. Tu sarai il mio prossimo erede Tiet Lieu”. Ed è così che questa leggendaria torta è entrata nella tradizione dei vietnamiti.

LE PRIME ORE DELL'ANNO - Alla mezzanotte del Capodanno ci si abbraccia, ci si augura buon anno e si cerca di fare piu’ rumore possibile per far scappare definitivamente gli spiriti cattivi. Subito dopo, le famiglie si inginocchiano insieme a pregare. Spesso è la donna piu’ anziana a officiare il rito: una cantilena con la quale si chiede agli avi di restare vicino alla famiglia e aiutarla nelle difficoltà. Il primo giorno di primavera porta con se il seme della rinascita, della nuova speranza: l'anno vecchio è passato, è il momento di gettare via le preoccupazioni e le difficoltà e lasciare spazio a nuove energie e al nuovo anno. Porte e finestre sono tenute spalancate per giorni (nonostante nel Nord del paese, a volte, faccia freddo) per far uscire tutto il “vecchio” e il “cattivo” e far entrare il “nuovo”. Ogni azione, ogni parola e ogni pensiero in questo giorno saranno di auspicio per i dodici mesi futuri, si cerca quindi di essere il più possibile cordiali e gentili, privi di rancore e cattiveria, per far si che anche il resto dell'anno vada nel migliore dei modi. Anche il primo ospite a varcare la porta di casa, condizionerà il buon svolgersi dell'anno nuovo, è quindi importantissimo che sia una persona rispettabilie, possibilmente di sesso maschile, con un buon carattere, ricco, con una famiglia felice e di successo.
Per i vietnamiti, il Tết Nguyên Ðán non segna solo l'inizio di un nuovo anno, porta un messaggio di speranza nell'umanità e di ottimismo: la suocera più cattiva beve il thè con la nuora che odia di più, le coppie litigiose sotterrano l'ascia di guerra e i bambini si impegnano ad essere più buoni nell'anno che sta cominciando.
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