Politica estera e sviluppo - Per l’Italia un 2017 “speciale”
Feb 10 2017La presidenza del G7, il seggio al Consiglio di sicurezza Onu, l’anniversario dei Trattati di Roma sono solo alcuni degli appuntamenti che scandiranno la politica estera italiana nei prossimi mesi L’occasione per far sentire “più forte” la nostra voce sui tavoli internazionali ma anche per porre nuovamente l’accento sui grandi temi della cooperazione internazionale
di Gianmarco Volpe
I bilanci si tracciano sempre alla fine. Ma non c’è bisogno di aspettare il prossimo dicembre per osare dire che il 2017 sarà stato un anno del tutto speciale per l’Italia e, soprattutto, per la sua politica estera. Un’occasione quasi irripetibile per rilanciare e ricalibrare la nostra proiezione internazionale, una finestra utile a contribuire alla definizione dell’agenda globale. La presidenza del G7, la partecipazione al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, la presidenza del processo di Berlino, l’anniversario dei Trattati di Roma, la guida del gruppo di contatto sul Mediterraneo dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce): appuntamenti che vedranno l’Italia protagonista e ai quali occorre farsi trovare pronti per far sentire la propria voce rispetto a temi e sfide che ci interessano molto da vicino.
Gentiloni: “Più forte la nostra voce per sviluppo sostenibile, pace e impegno globale su migranti”
Una voce che, per dirla con le parole utilizzate in un tweet dal presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, nel 2017 sarà “più forte”. E che insisterà su tre punti chiave: “sviluppo sostenibile, pace, impegno globale sui migranti”. Temi sui quali l’Italia è impegnata da tempo come pochi altri partner internazionali e sui quali si sta gradualmente ritagliando un ruolo di leadership. La difficoltà sta nel mantenere la rotta anche in una fase in cui lo scenario internazionale è dominato dalla volatilità, dalla crisi di punti di riferimento tradizionali, dall’emergere di nuovi conflitti e minacce. Il terrorismo internazionale, le crisi in Siria, in Libia, in Yemen, i problemi dell’Unione europea, la questione migratoria, i cambiamenti climatici, la salute globale: sfide che spesso e volentieri s’intrecciano in un quadro che di recente, in occasione di un’audizione alle commissioni riunite di Camera e Senato, il ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Angelino Alfano, ha definito “delicato e suggestivo”. “Dobbiamo abituarci a un cambio di ritmo della politica estera, ma restare agganciati a certi riferimenti ci permette di non avere paura nell’affrontare un anno che sarà delicato”, ha sottolineato il titolare della Farnesina, rimandando soprattutto alla “continuità oggettiva della politica estera italiana sulla fede nell’integrazione europea, sui diritti umani, sul Mediterraneo e sulla politica atlantica”.
Alfano: “Dobbiamo abituarci a un cambio di ritmo della politica estera ma restare agganciati a certi riferimenti ci permette di non avere paura nell’affrontare un anno che sarà delicato”
Già da tempo l’Italia si è messa in moto per aprire uno spazio d’incontro sulle grandi questioni internazionali. Basi importanti, in tal senso, sono state gettate lo scorso dicembre proprio a Roma in occasione del Forum Mediterranean Dialogues, con alcuni tra i temi più caldi dell’attualità già sul tavolo. Ma le date da segnare sul calendario col pennarello rosso sono quelle del 26 e il 27 di maggio, quando l’Italia ospiterà a Taormina i leader del G7. In quella circostanza, il nostro paese tornerà infatti a porre l’accento sui temi legati allo sviluppo e alla cooperazione internazionale. Non è una novità: già a L’Aquila, al summit G8 del 2009, era stato per la prima volta dedicato ampio spazio a questioni come la sicurezza alimentare e la lotta al cambiamento climatico. Da allora, tuttavia, lo scenario è radicalmente mutato: crisi economica e conflitti hanno acuito squilibri e contraddizioni; dall’altra parte, la comunità internazionale ha compiuto nuovi importanti passi culminati nell’adozione della nuova Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile.
Tre punti restano di cruciale importanza: nutrizione e sicurezza alimentare; questione migratoria; risposta alle emergenze umanitarie. Su questi temi, come emerge dalle pagine che seguono, l’Italia è già al lavoro con uno sguardo ben piantato sul futuro.
Ringraziamo la redazione di La Cooperazione Italiana Informa, periodico dell'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, che ci ha concesso di riproporre questo articolo sul nostro sito web.