Missione di monitoraggio per il progetto Comunita' per tutti - Il racconto di Franco
Gen 21 2016Nel mese di novembre, il nostro presidente Onorio Clauser ed il socio Franco Cortelletti sono stati a Son Dong per una missione di monitoraggio del progetto Comunità per tutti!, incentrato sulla disabilità.
Ma quali sono state le impressioni di Franco nel suo primo viaggio in Vietnam?
“Mentre siamo in volo mi frulla in testa il motto che guida la nostra associazione "nel sud est asiatico per costruire un ponte tra Oriente e Occidente verso un nuovo domani". Ricordo quanto abbiamo ragionato fra di noi per individuare la nostra mission! E ora mi si presenta un'occasione d'oro per sperimentare dal vero il senso e la pratica di questo impegno.
L'impatto con la nuova realtà è immediato: Hanoi è una città in transizione, sintesi fra l'antico e il moderno che avanza in tutti i suoi risvolti. Ai sei secoli di storia del quartiere antico della città si è affiancato nei secoli più recenti lo sviluppo coloniale della dominazione francese e ora la modernizzazione e lo sviluppo delle periferie.
Se guardiamo ai grandi insediamenti delle multinazionali, ai nuovi grandi complessi abitativi che crescono nelle aree periferiche, ai moderni alberghi cittadini e li confrontiamo con i bassi salari, con le carenze infrastrutturali e con le emergenze ambientali e socio-sanitarie è evidente che la strada da percorrere è ancora lunga. 
Mi sorprendono, nel viaggio dall'aeroporto all'albergo, la grande arteria a scorrimento veloce, i numerosi taxi in movimento e gruppi di donne accovacciate ai bordi della strada con il classico cappello conico di paglia che puliscono le aiuole.
Scoprirò più tardi che i taxi sono così numerosi perchè i mezzi pubblici sono pressoché assenti e le automobili private privilegio di pochi, considerato l'altissimo livello delle tasse ad esse applicate.
Sono nella capitale è mi restano alcuni giorni, prima e dopo il lavoro di monitoraggio, per scoprirne i segreti.
Ad Hanoi, e negli immediati dintorni dove ho visitato da turista luoghi incantati – a Tam Coc la famosa "baia di Halong su terra", sulla Nui Huong Tich la Pagoda dei profumi raggiungibile in barca dal fiume Suoi Yen -, puoi sperimentare la gentilezza e la cordialità di chi ti accompagna o ti serve al ristorante, al negozio, all'albergo o al cambiavalute, così come puoi ammirare i costumi e le feste tradizionali – ad esempio la cerimonia dei laureandi al Tempio della letteratura – oppure sorprenderti dell'uso dei piedi da parte delle donne per vogare sulle barche fatte di metallo. Le donne sono sempre presenti in maggioranza anche nello svolgimento dei lavori più pesanti.
L'odore del cibo come dei prodotti agricoli esposti sui marcipiedi, trasportati dalle campagne sui motorini o in cesti appesi a bilanciere sulle spalle (vi ricordate i secchi dell'acqua portati dalle nostre nonne?) è acre, speziato.


Ma lontano da questi luoghi la realtà si presenta diversa, forse più genuina, colta nell'esperienza del rapporto diretto con le persone e le famiglie coinvolte nel progetto Comunità per tutti! di cui farò il monitoraggio.
Il progetto è localizzato, infatti, nel Distretto di Son Dong (provincia di Bac Giang), che fa parte della lista nazionale dei 61 distretti considerati di maggior povertà del paese: un luogo non raggiunto dai turisti nemmeno per sbaglio. Più ci si allontana dalla capitale, in direzione di Bac Ninh e poi fino a An Chau, e più la strada si fa precaria, priva di illuminazione e di barriere, con fondo piuttosto sconnesso. Per fortuna che il traffico è veramente scarso, quasi nullo nel tratto finale.
Il primo incontro, ovviamente, è con l'ambiente che ci circonda, siamo immersi in un territorio formato da basse colline ricoperte di vegetazione tropicale.
Prevalgono le risaie ma nei campi pascolano anche sparuti bufali. I maiali e gli animali da corte sono invece allevati nei pressi delle case. Si potrebbe qualificare come un'economia poco più che di sussistenza con qualche esempio di iniziativa imprenditoriale.
Mi ha sorpreso la presenza sul territorio di numerose scuole, anche con poche classi vocianti, che denotano l'esistenza di un alto tasso di natalità.
Alcuni dei progeti di GTV hanno interessato proprio queste realtà a favore delle quali sono stati costruiti, e sono ancora in corso di costruzione, i servizi igienici.
Le abitazioni dei villaggi: sono costituite da un unico ambiente basso nel quale vengono svolte tutte le funzioni domestiche. Ma la vita familiare si svolge tutta in quell'unico open space dove mangiano, dormono genitori e figli e sono tenute le provviste e le poche suppellettili. Davanti casa, un impiantito di cemento viene usato per la lavorazione del riso. La nostra visita è capitata proprio nel periodo della raccolta del riso e quindi abbiamo osservato le donne stendere e rivoltare il riso al sole del giorno e poi ammucchiarlo la sera fino a completa asciugatura/pulitura, spesso in compagnia di qualche animale che liberamente scorazzava fra i chicchi.

I bambini che vanno a scuola in bicicletta o sul motorino con i genitori, ma anche le operarie dirette al lavoro, rigorosamente nella divisa uguale per tutti, si fermano al banchetto a prendere la colazione calda. Non ho capito cosa di preciso contenga quel pacchettino: non di certo delle brioches.
In un'occasione in cui eravamo fermi sulla strada in attesa di un appuntamento, siamo stati avvicinati da un gruppo di studenti. Dopo un primo momento di incertezza decidono di avvicinarsi e diventa tutto uno schiamazzo di domande e risposte; prima i più coraggiosi e poi anche gli altri, maschietti in prevalenza, tra gridolini, arrossamenti e qualche più azzardato approccio. Non so se lo stupore è più loro o mio.
Dopo l'incontro con le autorità del Comitato Popolare di Son Dong, veniamo invitati a pranzo ed è in questa occasione che posso sperimentare per la prima volta la piena tradizione vietnamitra del mangiare.
Attorno allo stesso tavolo ogni commensale riceve una ciotola mentre al centro vengono messe le portate consistenti in riso, diversi tipi di verdure e di carne con le salse. Superati il primo imbarazzo e difficoltà realizzi che questa tradizione sottende uno stile di vita fatto si di frugalità ma soprattutto di socialità e condivisione.
Le dottoresse e le infermiere dell'Ospedale Distrettuale e dei Centri di salute che incontriamo sono tutte molto cordiali e professionali eppure riservate, forse per il fatto che si rapportavano con noi stranieri in veste ufficiale, ma più probabilmente per carattere e tradizione culturale. Non reticenti a descrivere la loro condizione di lavoro o sociale, ma sempre con orgogliosa dignità. Anche quando si è discusso sullo stato di avanzamento dei progetti, dei risultati raggiunti e dei problemi, il loro atteggiamento è stato si di riconoscenza per l'aiuto ricevuto, però non pietistico e tantomeno remissivo, ma concollaborativo nella consapevolezza di un impegno finalizzato al raggiungimento di un bene comune. Altre volte ho sentito parlare di questo atteggiamento responsabile dei vietnamiti nella gestione dei progetti finanziati da GTV. Ora l'ho sperimentato.
Dignità e ospitalità, due qualità che cogliamo in occasione della visita a due famiglie con bambini disabili. Ci ricevono con l'offerta del tè mentre ascoltiamo le diverse storie e ci accorgiamo di quanta sia la miseria di questa gente. Un marito che fa lavori saltuari, un campetto davanti casa appena sufficiente a darti quel poco di riso e di verdure per non morire di fame; il sussidio dello Stato per i bambini disabili, il servizio sanitario che c'è e non c'è, sempre inadeguato, l'aiuto di GTV e di CIAI sotto forma di sostegno a distanza per i bambini: il tutto precario.
Ci allontaniamo, chiamati dai nostri impegni materiali. C'è da visitare la riserva naturale di Khe Ro e una Home stay ad An Lac, poi il vivaio delle piante officinali di Tay Yen Tu e alcune scuole dove abbiamo finanziato la costruzione delle latrine. Ancora persone accoglienti e orgogliose di mostrarci i lavori fatti e i progressi raggiunti con i nostri progetti, anche se non tutto fila liscio come voluto.
Torno a casa con l'immagine di un paese – per ciò che ho visto – che vive con estrema dignità e volontà di riscatto la loro condizione sociale ed economica, lontano dal caotico sviluppo della capitale eppure nell'impegno a migliorarla, con l'aiuto anche di GTV. Torno arricchito da tanta umanità.”
Franco