Myanmar, un anno dopo il terremoto: resoconto della serata del 17 giugno e della raccolta fondi GTV
Lug 16 2026Cinquanta persone in sala e il racconto di un anno di lavoro sul campo portato avanti da 5 associazioni: così GTV ha voluto mantenere alta l'attenzione su un Paese e su una crisi che rischiano di scomparire dai radar dell'informazione.
Il 17 giugno la Sala Conferenze della Fondazione Caritro di Trento ha ospitato l'incontro pubblico promosso da GTV per approfondire, a un anno di distanza, gli effetti del forte terremoto che il 28 marzo 2025 ha colpito il centro del Myanmar, aggravando una crisi umanitaria già segnata da un intenso e complesso conflitto, numeri sfollati interni e sempre più frequenti disastri naturali. La serata si è aperta con l'accoglienza degli ospiti da parte di GTV e si è chiusa con un momento conviviale offerto dall'associazione, occasione per continuare a parlare e confrontarsi anche fuori dai microfoni.
I relatori hanno descritto i progetti in corso e risposto alle domande del pubblico, e le loro testimonianze dirette hanno reso ancora più concreto un racconto fatto di numeri, progetti e fotografie dal Paese.
Dopo i saluti istituzionali, è stato descritto il forte terremoto del 28 marzo 2025, caratterizzato da due scosse ravvicinate di magnitudo 7.7 e 6.4, ed epicentri nella regione di Sagaing, già pesantemente interessata dal conflitto armato, e a Mandalay, la seconda città più popolata del Paese. Il fenomeno sismico ha interessato una rottura di faglia lunga circa 400 km, impattando tutti principali centri urbani, inclusi la capitale Naypyidaw e Yangon, con velocità e fenomeni di amplificazione molto rari ed effetti percepiti fino a Bangkok. Si stimano fino a 5.350 vittime e 11.000 feriti, seppur con alta incertezza soprattutto nelle zone rurali e in conflitto. La Banca Mondiale ha stimato danni pari al 14% del Prodotto Interno Lordo nazionale a causa dei gravi danni a oltre 120.000 case, 1000 edifici pubblici, 70 strutture sanitarie, 670 monasteri buddisti, 290 pagode, 50 moschee. Incalcolabile è la perdita culturale e spirituale.
Dopo un'introduzione generale sul contesto birmano, che ha evidenziato una situazione
umanitaria ed economica in peggioramento, con un conflitto armato sempre più intenso, la riduzione dei servizi di base come educazione e sanità, e spazio sempre più ridotto per la società civile, si sono succeduti gli interventi delle realtà impegnate in prima linea.
New Humanity International ha presentato sia le attività di prima risposta condotte subito dopo il sisma, sia il progetto multisettoriale di post-emergenza HEROES, finanziato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale attraverso l'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo e cofinanziato dalla Fondazione PIME, attualmente in corso di realizzazione nelle aree di Mandalay e Nyaungshwe .
ASIA Trento ha offerto una panoramica sugli otto interventi di prima assistenza e ricostruzione realizzati nell'ultimo anno nella regione di Mandalay, resi possibili da diversi finanziatori: Provincia Autonoma di Trento, Provincia Autonoma di Bolzano, Unione Buddhista Italiana, Caritas Italiana, Tavola Valdese, Kruger Foundation e Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo.
Spazio anche alla dimensione culturale, con la presentazione di MyanmART – Solidarietà, Arte e Diritti Umani, il progetto promosso da APS Ballerio ETS insieme a MOSES ETS e al Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani, sostenuto dalla Fondazione Caritro: un percorso che usa arte, cultura e impegno civile per sensibilizzare la comunità trentina su una crisi spesso dimenticata.
Ha concluso gli interventi l'Associazione Amici Trentini ODV, impegnata in Myanmar con azioni di sostegno a distanza nella zona di Loikaw, nello Stato di Kayah, per sostenere il diritto allo studio dei minori locali.
GTV, dal canto suo, ha descritto quanto realizzato dall'Arcidiocesi di Mandalay, anche grazie alla raccolta fondi organizzata nel corso del 2025. Il contributo di GTV si è inserito in uno sforzo corale, sostenuto da moltissimi donatori locali e internazionali e coordinato del Mandalay Emergency Response Team (MERT).
Nell'immediatezza del sisma, MERT ha distribuito cibo e acqua a oltre 10.000 famiglie tra i distretti di Sint Kaing, Amarapura, Mandalay, Shwe Bo, Kawlin e Sagaing, e ha costruito 75 rifugi temporanei per circa 1.379 famiglie ospitate in 14 campi. Parallelamente sono stati realizzati punti di distribuzione di acqua potabile, costruiti servizi igienici nei villaggi più colpiti, distribuiti kit igienici, sistemi di illuminazione solare e beni di prima necessità per anziani, bambini e donne in gravidanza.
Sul fronte sanitario, le équipe mediche mobili dell'Arcidiocesi hanno raggiunto 23 campi temporanei e 5 villaggi tra le regioni di Sagaing e Mandalay, offrendo assistenza a oltre 5.000 persone tra adulti e bambini, mentre l'ambulatorio fisso presso la chiesa di St. Xavier a Mandalay ha garantito cure continuative a circa 300 pazienti, in particolare anziani e famiglie a basso reddito.
Molto lavoro ha interessato anche la ricostruzione: numerose chiese danneggiate o parzialmente crollate — tra cui la Cattedrale del Sacro Cuore, le chiese di St. John, St. Joseph, St. Vincent De Paul, Holy Family e Our Lady of Holy Rosary — sono state oggetto di interventi di consolidamento e restauro, così come case canoniche, il seminario di St. Thomas (da ricostruire quasi da zero) e alcuni edifici scolastici.
In parallelo sono proseguiti il sostegno alla continuità didattica nei villaggi, con la distribuzione di libri e materiale scolastico, e il pagamento di indennità agli insegnanti impegnati nella didattica di emergenza.
A un anno dal terremoto, la fotografia che emerge dalla serata di Trento è quella di un Paese ancora segnato da due crisi sovrapposte — quella del conflitto interno e quella della ricostruzione post-sisma — ma anche di una rete di realtà, trentine e internazionali, che continuano a lavorare fianco a fianco con le comunità locali. L'incontro del 17 giugno è stato, in questo senso, non solo un momento di racconto ma anche un modo per rinnovare l'impegno: continuare a informare, sostenere i progetti in corso e non lasciare che l'attenzione sul Myanmar si spenga.