Interconnessioni al tempo del Covid 19: turismo e Vietnam

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Interconnessioni al tempo del Covid 19: turismo e Vietnam

Mag 07 2020

Il turismo è un settore fondamentale per la crescita economica e dell’occupazione, e questo vale anche per  molti Paesi in via di sviluppo. Secondo l'UNWTO (organizzazione mondiale del turismo) nel 2019 , rispetto al 2018, c'è stata una crescita di numero dei paseggeri del 4%.

Negli scorsi cinque anni, un lavoro su quattro è stato creato in questo settore, rendendolo un buon partner dei governi nazionali per creare impiego e occupazione. Il Sud-Est Asiatico è testimone di questo fenomeno: guardando ai dati del WTTC (world travel and tourism council) annual report 2019, il turismo corrisponde a circa il 12% del GDP di Paesi come Vietnam e Indonesia.

Il viaggio descrive a pieno l’idea di interconnessione. Alla base del turismo c’è il reciproco arricchimento culturale, l’incontro, il sostegno a realtà diverse investendo in imprese e attori locali.
In quest’ottica di scambio possiamo ancora riconoscerci come parte di un mondo globalizzato e in continuo, rapido movimento. Alla luce degli eventi degli ultimi mesi, possiamo osservare cosa succede quando, immersi in un continuo movimento, siamo costretti improvvisamente a fermarci.

 

Spostamenti e turismo ai tempi del Covid-19

Secondo L’Istat, uno degli effetti economici più immediati della crisi associata al Covid-19 è stato il blocco dei flussi turistici.  

A partire da febbraio 2020 si sono potuti notare i primi riscontri dell’epidemia globale nel settore, quando i viaggi verso i paesi che hanno registrato le prime infezioni da coronavirus si sono ridotti. Gli stessi abitanti di questi paesi (ne è esempio l’Italia), hanno in buona parte cancellato prenotazioni e limitato i loro spostamenti per paura di contrarre il virus. 

Da marzo, però, è iniziato il vero declino degli spostamenti, associato alle misure di chiusura prese a livello globale per limitare e contenere i contagi. Secondo la UNWTO (Organizzazione mondiale del turismo), alla data del 6 Aprile 2020, circa il 96% delle destinazioni turistiche nel mondo hanno introdotto restrizioni per rispondere alla pandemia e il 43% ha completamente o parzialmente chiuso i confini.

 


I dati sono tutt’altro che rassicuranti: il WTTC ha stimato per il 2020 la perdita di 100.8 milioni di posti di lavoro nel settore del turismo a livello globale (-31%), che contribuisce alla decrescita dell’occupazione mondiale del 2.9%. Si stima che questo danno sia pari a cinque volte quello subito nella crisi finanziaria globale del 2008. 

 

 

L’Asia è la regione più colpita da questo fenomeno. In totale, si stima nel 2020 un calo degli arrivi di turisti del 48,7% rispetto al 2019. In particolare, il Sud Est asiatico subirà una decrescita del 40%.

Il Vietnam ha saputo monitorare in modo esemplare lo scoppio del nuovo coronavirus, installando una serie di misure proattive. Le passate esperienze rispetto alle pandemie che hanno avuto luogo nel Paese, lo hanno reso più forte nella difesa dei propri cittadini e dei turisti che si trovavano nel territorio. In particolare, dal 22 Marzo fino ai prossimi aggiornamenti, non sarà permesso entrare nel paese o erogare visti turistici (eccetto casi particolari, come i diplomatici).

Riprendere a viaggiare: un nuovo modello di turismo


Secondo il WTTC,  il settore del turismo giocherà un ruolo fondamentale nella ripresa mondiale post covid-19. Per fare ciò, sarà fondamentale una forte collaborazione governi, organizzazioni per il turismo e diversi stakeholders, al fine di elaborare un nuovo modello di viaggio. Bisogna immaginare dei provvedimenti a lungo termine che garantiscano la sicurezza dei turisti, scongiurando il crollo del settore e la crescita di tassi vertiginosi di disoccupazione.

Ma questo non basta. Il settore del turismo è tanto benefico alla crescita economica quanto pericoloso: l’industria del turismo di massa, così redditizia, tende ad avere un impatto negativo rispetto ai piccoli attori locali e all’ambiente. Bisogna ripensare al turismo non solo in termini di igiene e sicurezza sanitaria. Abbiamo l’opportunità di proporre un nuovo modello, imparando dalle contraddizioni che fino ad ora abbiamo potuto osservare. Per questo motivo, un numero sempre maggiore di attori governativi e organizzazioni della società civile sta promuovendo un modello di turismo responsabile che rispetti e protegga l’ambiente, ovvero eviti di intaccare la natura con infrastrutture turistiche troppo impattanti. E’ un turismo che rispetta le popolazioni locali, valorizzando la loro cultura. GTV crede nel potere dello scambio interculturale e sostiene il turismo sostenibile, capace di accrescere le persone, imparare dall’altro e stimolare l’economia delle popolazioni locali.


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