Il Myanmar tra il rischio di guerra civile e l’aumento di Covid-19

Questo sito fa uso dei cookie al fine di facilitare la navigazione. Leggi l'informativa.

Ultime News

Il Myanmar tra il rischio di guerra civile e l’aumento di Covid-19

Lug 15 2021

Dopo oltre cinque mesi dal colpo di stato militare in Myanmar, che lo scorso 1 febbraio ha destituito il governo democratico guidato dalla leader Aung San Suu Kyi, il paese si trova ancora in una condizione di instabilità politica, sociale ed economica. A rendere la situazione ancora più drammatica per la popolazione birmana è la nuova ondata di infezioni da Covid-19, la più forte che la Birmania abbia mai affrontato.

Le proteste contro l’instaurazione del regime militare in Myanmar da una forma principalmente pacifica si sono trasformate in veri e propri scontri armati, a seguito della brutale repressione da parte della Giunta guidata da Min Aung Hlaing (secondo i dati organizzazione non profit di opposizione Assistance Association for Political Prisoners il regime militare da inizio febbraio a inizio maggio ha ucciso 750 manifestanti). Infatti, a partire dagli ultimi mesi sono in corso, forti conflitti tra l’esercito e la resistenza fedele ad Aung San Suu Kyi hanno portato, secondo quanto affermato dal Washington Post, alla morte di 900 manifestanti e, secondo molti analisti, potrebbero arrivare a provocare una guerra civile.
Nelle principali città birmane si stanno verificando sempre più frequentemente episodi di violenza armata tra le due principali fazioni, che rappresentano due concezioni del futuro del paese. Da una parte c’è l’esercito fedele alla Giunta noto come Tatmadaw, che è favorevole alla perpetrazione del regime militare, dall’altra c’è la Forza di difesa del Popolo, una milizia formatasi per contrastare il regime militare a favore della restaurazione del governo democraticamente eletto.
Il fatto che la violenza armata si sia spostata dalle campagne alle città è, secondo molti osservatori internazionali, un segnale di polarizzazione del conflitto che non fa ben sperare per la stabilizzazione della situazione nello Stato birmano. A Mandalay, seconda città del paese, gli scontri avvenuti nelle scorse settimane sono stati talmente gravi che, secondo quanto riportato dal Post, hanno portato l’ambasciata statunitense in Myanmar a pubblicare un comunicato in cui ha espresso la sua preoccupazione per l’escalation militare invocando la fine delle violenze. La Forza di difesa del popolo non è l’unico gruppo armato che si oppone alla Giunta militare di Min Aung Hlaing. In molti Stati del Myanmar abitati da minoranze etniche e religiose sono presenti da decenni altri gruppi di milizie armate che combattono per la loro autodeterminazione contro il governo centrale. Il colpo di Stato militare di febbraio 2021 ha visto per la prima volta un’unione di intenti tra questi gruppi etno-regionalisti e quelli che fronteggiano il regime militare che vedono nella lotta alla Giunta un obiettivo comune da raggiungere.
L’instabilità politica e sociale ha forti ripercussioni sull’economia birmana. Infatti, scioperi e boicottaggi da parte dei lavoratori delle compagnie pubbliche controllate dai militari secondo le stime ufficiali della Banca Mondiale porteranno nel corso dell’anno a una contrazione di 10 punti percentuali del PIL nazionale. Inoltre, secondo le previsioni delle Nazioni Unite la metà della popolazione birmana nei prossimi mesi si ritroverà in una condizione di povertà.
Accanto a questa drammatica situazione economica e politica si unisce la nuova ondata di contagi di Covid-19. Secondo quanto riportato dal Washington Post, il 12 luglio si sono registrati nel paese in una sola giornata 5.000 nuovi casi e la somministrazione del vaccino procede a rilento. Ciò è reso ancora più drammatico dal limitato accesso che la popolazione ha ai servizi ospedalieri e sanitari. Infatti, le strutture ospedaliere birmane sono scarse, in particolare a mancare sono ossigeno e posti letto. Inoltre, la disobbedienza civile contro la Giunta ha coinvolto molti medici e personale ospedaliero con numerosi scioperi e arresti, con forti ripercussioni sul sistema sanitario nazionale. Lo stesso Min Aung Hlaing ha ammesso che "l'attuale situazione pandemica in Myanmar è grave e si sta diffondendo più rapidamente della prima e della seconda ondata” e ha ordinato la chiusura delle scuole fino al 23 luglio.
Una testimonianza riportata sulla pagina Facebook della Comunità birmana in Italia mette in luce come le azioni della Giunta militare abbiano portato ad una maggiore diffusione di Covid-19 nel paese, in quanto i disordini, gli scontri e la decisione di aprile le scuole senza adeguate precauzioni a inizio giugno sono tra le cause principali dell’aumento dei casi.
La forte instabilità che sta affrontando il paese dal punto di vista politico, sociale, economico e sanitario ha portato molti commentatori internazionali a ritenere che la situazione del Myanmar rischi di degenerare irrimediabilmente con il conseguente rischio per lo stato birmano di diventare uno Stato fallito. Infatti, secondo una recente analisi di Foreign Affairs, turismo, agricoltura, industria e investimenti nel paese sono a livelli preoccupanti e questo rischia di far piombare il paese in una crisi che difficilmente sarà in grado di gestire. A fronte di questa situazione la comunità internazionale deve prendere una posizione decisa e intervenire a sostegno della popolazione birmana per porre fine alla crisi umanitaria ora in atto nel Paese.

Articoli di riferimento:

Washington Post: https://www.washingtonpost.com/world/2021/07/14/myanmar-coup-covid/

Foreign Affairs: https://www.foreignaffairs.com/articles/burma-myanmar/2021-06-11/myanmars-coming-revolution

NPR: https://www.npr.org/2021/05/05/993993573/death-toll-rises-as-protests-in-myanmar-continue

Il Post: https://www.ilpost.it/2021/06/27/myanmar-guerra-civile/

Fonte foto: Open online

iscriviti alla Nostra Newsletter

Iscriviti alla Nostra Newsletter

Sede di Trento

  • Via S. Sighele 3
    38122 Trento, Italia

Sede di Hanoi

  • N. 20, Alley 34/1, Au Co Street
    Tay Ho - Hanoi

Contatti

  • Tel: 0461 91 73 95
  • Mail: info@gtvonline.org
  • PEC: infogtv@pcert.postecert.it
JSN Kidzone is designed by JoomlaShine.com | powered by JSN Sun Framework