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giovedì 24 gennaio 2019

Sviluppo dell’agricoltura familiare nel nord del Vietnam

Sviluppo dell’agricoltura familiare nel nord del Vietnam

150 famiglie hanno migliorato le proprie tecniche agricole e di gestione degli investimenti agricoli

Il progetto “Economia familiare nel Nord del Vietnam”, della durata di 2 anni, si sta svolgendo nel distretto di Sơn Động, una regione prevalentemente collinare e montuosa del nord-est del Vietnam dove vivono 70.000 persone di 12 etnie differenti. 
La percentuale di famiglie in povertà nella zona supera il 50% e l’economia si basa quasi esclusivamente sull’agricoltura condotta su base familiare per auto-sussistenza.

Negli ultimi mesi si è proceduto a condurre una ricerca di baseline socio-culturale delle comunità di riferimento da parte dei tecnici del Centro Promozione Agricola (CAP) di Sơn Động.
Da questa si evince come il 100% della popolazione del distretto sia costituita da contadini e come per il 74% delle famiglie l’agricoltura sia la prima fonte di reddito. 

Allo stesso tempo però il 96,7% degli intervistati non registra i propri investimenti e non sa perciò quantificarne l’efficacia, i terreni delle famiglie sono di piccole dimensioni e inadatti all’uso di macchinari, l’utilizzo di letame e fertilizzanti è inadeguato per le necessità produttive e inadeguate sono anche le tecniche di allevamento e la capacità di individuare precocemente le malattie di piante e animali. In generale si è constatato che le condizioni di vita sono ancora precarie, tant’è che molte famiglie sono ancora sprovviste di bagni o toilette.

Da queste osservazioni sono state sviluppate le raccomandazioni dei consulenti su tre distinti ambiti:

a) modelli agricoli

  • più investimenti nell’allevamento di pollame, suini, bovini; coltivazione di arance e longan, diffusione di apicoltura ed acquacoltura;
  • promuovere corsi di formazione sull’applicazione degli standard nazionali nella coltivazione e prevenzione di malattie per longan, arance, lici, riso e mais;
  • formazione sulla zootecnia e sulla prevenzione di malattie veterinarie. 

b) sviluppo capacità degli extension worker comunali

  • aggiornamento della loro preparazione;
  • formazione sulle tecniche di coltivazione, sulla zootecnia e prevenzione malattie. 

c) sviluppo cooperativo

  •  Promuovere l’unione in cooperative agricole per ridurre l’impatto della stagionalità e fluttuazione dei prezzi e della mancanza di accesso al mercato. 

Le raccomandazioni dei consulenti verranno applicate a partire dai corsi di aggiornamento per gli extension workers ed i veterinari e per quelli per la popolazione, in svolgimento in questi mesi. 

Il Comitato di gestione del progetto ha proceduto inoltre a selezionare le 30 famiglie che avvieranno i modelli di agricoltura familiare integrata. La selezione è stata effettuata tramite candidature raccolte attraverso incontri pubblici nei comuni di progetto durante i quali la popolazione è stata informata delle opportunità offerte. Le candidature sono state valutate dai tecnici del CAP e del comune di progetto sulla base dei criteri di selezione previsti. Nei prossimi mesi i 30 modelli verranno attivati. 
Le famiglie selezionate hanno firmato un accordo che le impegna a lavorare per lo sviluppo dei modelli, a non utilizzare il sostegno che riceveranno per altri scopi e a contribuire il denaro necessario per il miglioramento delle stalle, che devono avere una dimensione di 9 m2 per i bovini, 6 m2 per i suini e 20 m2 per il pollame.

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