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giovedì 17 gennaio 2019

I “Gruppi Etnici” in Vietnam: dimenticati e perseguitati

I “Gruppi Etnici” in Vietnam: dimenticati e perseguitati

Le minoranze ed i popoli indigeni nel mondo

Secondo i dati delle Nazioni Unite, vi sono almeno 370 milioni di persone al mondo che si auto-identificano come appartenenti ad un popolo indigeno1
Questi popoli vantano culture millenarie e una relazione ancestrale e spirituale con la propria terra, sono presenti in quantomeno 70 paesi al mondo sebbene essi parlino più di 5.000 lingue diverse secondo le stime dell’UNESCO2

foto nativoTuttavia, la dicitura “popolo indigeno” raggruppa un’immensa varietà e ricchezza culturale che spazia dal popolo Sami del Nord Europa, ai Quechua-Kichwa e gli Aymara della zona Andina, dai Nativi Americani degli USA (es., Sioux, Apache, Shoshona) ai Nativi Australiani (es., Pitjantjara, Yawuru, Yolngu), spesso chiamati ancora Aborigeni, o ancora dal popolo Maori della Nuova Zelanda, la cui famosa danza Haka (Ka Mate) è stata resa nota dai fortissimi giocatori di rugby All Blacks, agli Hmong del Vietnam3.

Quando si parla di “minoranze” si fa, invece, spesso riferimento a quelle linguistiche, come il caso italiano (vedi art.6 della Costituzione e la legge 482/1999)4, ma sono anche chiamate etniche, religiose o nazionali. Quest’ultimo caso si riferisce, in particolare, a quelle che hanno uno Stato di riferimento, il cd. “Kin State”, es., gli altoatesini di madrelingua tedesca con l’Austria, e sono specificamente protette, nel contesto europeo, dalla Convenzione-quadro per la protezione delle minoranze nazionali5.
In Europa si stima che vi siano almeno 300 diverse minoranze, di cui più del 50% con più di 50,000 membri, che corrispondono al 13,4% della popolazione dei paesi che sono membri del Consiglio d’Europa6, ossia circa 103 milioni di persone7. Tuttavia, in altri contesti, vengono considerate minoranze anche quelle “sessuali”, ossia i LGBT+ in Cile, oppure gli Afrodiscendenti o i Latinos negli Stati Uniti8.
Pertanto, i termini “minoranza” e “popolo indigeno” non solo sono realtà sociali differenti ma vengono anche etichettati in modo diverso a seconda del contesto geografico e della legislazione di riferimento.

Sebbene non si possa generalizzare, è tuttavia vero che, spesso, sia le minoranze, sia i popoli indigeni si ritrovino a vivere in condizioni sociali molto disagiate se non ai margini della società. Ciò è dovuto a molteplici fattori che però, nel primo caso, affondano le loro radici nella travagliata storia europa di cambi di confini e creazione di stati, e, nel secondo caso, nella tratta di schiavi e nel colonialismo9. Allo stesso tempo, ad oggi vi sono persone appartenenti ad una minoranza o ad un popolo indigeno che ricoprono incarichi di altissimo livello, ad esempio ai più alti ranghi delle università, delle Nazioni Unite (per es., il prof. James Anaya di origini Apache e Purépecha) o del governo (si pensi al cd. Presidente “indigeno” Evo Morales in Bolivia).

A livello internazionale, i diritti dei popoli indigeni sono stati ufficialmente siglati in tre specifici strumenti, ossia il Convegno 169 del 1989 sui Popoli Indigeni e Tribali della Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL)10, la Dichiarazione della Nazioni Unite sui Diritti dei Popoli Indigeni del 200711 e la Dichiarazione Americana dei Diritti dei Popoli Indigeni del 201612. I diritti delle minoranze, oltre alla citata Convezione Quadro, sono riconosciuti sia nell’art.27 del Patto sui Diritti Civili e Politici13, sia nella Dichiarazione sui diritti delle persone appartenenti alle minoranze nazionali o etniche, religiose e linguistiche dell’ONU14.
Tuttavia, moltissime costituzioni o legislazioni al mondo riconoscono l’esistenza e i diritti di popoli indigeni e/o minoranze, sebbene non necessariamente usando questa terminologia.
Inoltre, occorre ricordare che la loro lotta per tale riconoscimento risale a ben prima l’adozione di tali atti normativi, e, nel caso dei popoli indigeni, all’epoca delle varie colonizzazioni.

Ad esempio, diversi popoli indigeni hanno firmato trattati di mutuo rispetto e divisione dei territori con i nuovi arrivati (es., il Trattato di Waitangi in Nuova Zelanda tra Maori ed inglesi del 184015, il Parlamento di Quillín [e tutti quelli successivi] tra Mapuche e Conquistadores in Cile nel 164116, il Trattato numero 6 [Treaty 6] tra i Nativi Cree, Assiniboine e Ojibwa e la “Corona” inglese nelle presenti province di Alberta e Saskatchewan in Canada nel 187617).
Purtroppo, tali trattati vennero costantemente violati da parte dei nuovi coloni europei che, nelle varie zone, con modalità e tempistiche diverse, proclamarono la creazioni di nuovi “Stati” anche sui territori appartenenti a tali popoli. Essi comunque non si arresero mai, ed il loro attivismo a livello internazionale, ora consacrato nel Foro Permanente per le Questioni Indigene dell’ONU18, in realtà risale già agli anni Venti, quando alcuni leader tentarono di portare la loro causa alla Società delle Nazioni19. In seguito, l’organizzazione internazionale che maggiormente si occupò delle loro condizioni fu la menzionata OIL20, ma vantano ad oggi diversi organi che si occupano delle loro questioni a livello di ONU21. Anche le minoranze hanno un Forum annuale22, e molte altre organizzazioni internazionali che lottano per i loro diritti23.

Minoranze e Popoli Indigeni in Vietnam

Il Vietnam riconosce 54 “gruppi etnici” di cui 53 “gruppi etnici di minoranza”. Sebbene vi siano dati contrastanti, si stima che questi gruppi rappresentino il 14,6% della popolazione totale del paese, ossia circa 13,4 milioni di persone24. Il governo vietnamita non usa il termine “popolo indigeno” ma vengono considerati tali quei popoli che vivono nelle zone montane, i cd. Montagnards25. Il tasso di povertà è generalmente alto fra questi gruppi etnici (nel 2015, 23,1% contro la media nazione del 7%)26. Secondo il censimento del 2009, i maggiori gruppi etnici sono i seguenti: Tay (1,9% della popolazione totale vietnamita, ossia 1,63 milioni di persone), Thai (1,8%, ossia 1,55 milioni di persone), Muong (1,5%, ossia 1,27 milioni di persone), Khmer Krom (1,5%, ossia 1,26 milioni di persone), Hmong (1,2%, ossia 1.07 milioni di persone), Nung (1,1%, ossia 0.97 milioni di persone), Hoa (cinesi) (1%, ossia 0,82 milioni di persone)27Foto minoranze

Dal punto di vista giuridico, i gruppi etnici, cui membri è comunque riconosciuta la cittadinanza vietnamita, non godono di nessuna misura particolare se non di un Comitato sulle Questioni delle Minoranze Etniche a livello statale che è ufficialmente in carico di seguire la loro situazione.
Per quanto riguarda le convezioni internazionali, il Vietnam non ha ratificato la citata Convezione 169 ma ha votato la Dichiarazione della Nazioni Unite sui Diritti dei Popoli Indigeni del 2007, sebbene non si applichi28. In ogni caso, l’articolo 133.5 della Costituzione vietnamita permette, quantomeno ufficialmente, l’uso delle lingue indigene nelle corti29.
Oltre ad una scarsa tutela, le minoranze ed i popoli indigeni del Vietnam vengo ancora visti e trattati da parte del governo in modo paternalistico e come fossero dei gruppi di “primitivi”. Pertanto, i pochi programmi di servizi sociali ed educazione bilingue che vengono realizzati in realtà non vengono forniti con il dovuto rispetto alle loro culture.

Inoltre, l’industria turistica ha interferito con le pratiche culturali di questi gruppi a vantaggio dei turisti ma a loro discapito. Ancora più gravi sono le persecuzioni a carattere sia politico, sia religioso che alcuni di questi gruppi subiscono da parte dello stesso stato vietnamita. Ciò è documentato dalle centinaia di persone appartenenti a questi gruppi che scappano dal Vietnam e fanno richiesta di asilo politico nella vicina Cambogia.

Infine, l’accaparramento di terra (il cd., land grabbing) sta colpendo anche questi gruppi che non hanno alcun diritto ancestrale alle proprie terre e pertanto vengono forzatamente rimossi dalle stesse in nome dello sviluppo economico (ciò è quanto successo, ad esempio con la centrale idroelettrica “Son La Hydropower” che ha sfollato più di 91.000 indigeni). E, mentre il governo nega alle organizzazioni non-governative di monitorare lo stato dell’applicazione dei diritti umani all’interno del proprio paese, nella lista di prigionieri politici in Vietnam stilata da Amnesty International nel 2016, su 84 di tali prigionieri, ben 29 erano indigeni Montagnards. Nello stesso anno Human Rights Watch ha denunciato che 9 indigeni Montagnards sono stati condannati da 5 a 11 anni di prigione solamente perché hanno praticato la propria religione30.

Alexandra Tomaselli (Eurac Research)

  1. UN Permanent Forum on Indigenous Issues, “Fact Sheet 1: Indigenous Peoples and Identity”, 2006, http://www.un.org/esa/socdev/unpfii/documents/5session_factsheet1.pdf.
  2. UNESCO, 2019 International Year of Indigenous Languages, https://en.iyil2019.org.
  3. Eurac Research, Academia 47, 2008, http://webfolder.eurac.edu/EURAC/Publications/Academia/47/Academia47.pdf, pp.6-7.
  4. L’articolo 6 della Costituzione italiana recita: “La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche”, https://www.senato.it/1025?sezione=118&articolo_numero_articolo=6. La legge 482 del 1999 è intitolata “Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche”, http://www.camera.it/parlam/leggi/99482l.htm.
  5. Il cui testo in italiano è disponibile al seguente link: https://rm.coe.int/168007cdd0. 
  6. Council of Europe, https://www.coe.int.
  7. Gabriel Toggenburg and Günther Rautz, The protection of minorities in Europe. A political compendium leading from A to Z, Autonomous Region Trentino-Südtirol, Trento-Bolzano, 2012.
  8. Alexandra Tomaselli, “The UN Declaration and the Organization of American States”, in Ugo Caruso and Rainer Hofmann (eds.), The United Nations Declaration on Minorities. An Academic Account on the Occasion of its 20th Anniversary (1992-2012), Brill, Leiden, 2015, pp.319-332.
  9. Alexandra Tomaselli, “Tutela dei Popoli Indigeni in America Latina: Equilibri tra costruzioni costituzionali e standard internazionali”, in Giovanni Poggeschi (ed.), Le Iper‐minoranze, Università del Salento Press, Lecce, 2012, pp.111‐171.
  10. Indigenous and Tribal Peoples Convention, 1989 (No. 169), Convention concerning Indigenous and Tribal Peoples in Independent Countries, http://ilo.org/dyn/normlex/en/f?p=NORMLEXPUB:12100:0::NO::P12100_ILO_CODE:C169.
  11. United Nations Declaration on the Rights of Indigenous Peoples, https://www.un.org/esa/socdev/unpfii/documents/DRIPS_en.pdf.
  12. American Declaration on the Rights of Indigenous Peoples https://www.oas.org/en/sare/documents/DecAmIND.pdf.
  13. International Covenant on Civil and Political Rights , 1966, https://www.ohchr.org/EN/ProfessionalInterest/Pages/CCPR.aspx.
  14. Declaration on the Rights of Persons Belonging to National or Ethnic, Religious and Linguistic Minorities, 1992, https://www.ohchr.org/EN/ProfessionalInterest/Pages/Minorities.aspx.
  15. The Treaty of Waitangi/Te Tiriti o Waitangi, Signing of the Treaty, 2016, https://waitangitribunal.govt.nz/treaty-of-waitangi/signing-of-the-treaty.
  16. Laura Giraudo, La questione indigena in America Latina, Carocci Editori, Roma, 2009, p.23.
  17. Copy of Treaty 6, 1964, http://www.jamessmithcreenation.com/downloads/TREATY6TEXT.pdf; The Canadian Encyclopedia, Treaty 6, https://www.thecanadianencyclopedia.ca/en/article/treaty-6.
  18. United Nations Permanent Forum on Indigenous Issues (UNPFII), https://www.un.org/development/desa/indigenouspeoples/unpfii-sessions-2.html.
  19. Indigenous Peoples at the UN, 1923-25: First International Involvement, https://www.un.org/development/desa/indigenouspeoples/about-us.html.
  20. Tomaselli, “Tutela dei Popoli Indigeni in America Latina…”, op.cit.
  21. Tra essi, ad esempio, il Relatore Speciale sui Diritti dei Popoli Indigeni (Special Rapporteur on the rights of indigenous peoples, https://www.ohchr.org/EN/Issues/IPeoples/SRIndigenousPeoples/Pages/SRIPeoplesIndex.aspx, ed il Meccanismo di Esperti sui Diritti dei Popoli Indigeni (Expert Mechanism on the Rights of Indigenous Peoples, https://www.ohchr.org/EN/Issues/IPeoples/EMRIP/Pages/EMRIPIndex.aspx).
  22. United Nations, Forum on Minority Issues, https://www.ohchr.org/EN/HRBodies/HRC/Minority/Pages/ForumIndex.aspx.
  23. A livello di ONU si annovera anche il Relatore Speciale per le Questioni sulle Minoranze (Special Rapporteur on Minority Issues, https://www.ohchr.org/EN/Issues/Minorities/SRMinorities/Pages/SRminorityissuesIndex.aspx; a livello europeo, ad esempio, la FUEN (Federal Union of European Nationalities), https://www.fuen.org.
  24. Luong Thi Truong and Vu Thi Hien, “Vietnam”, in IWGIA, The Indigenous World 2018, Copenhagen, pp.323-331, p.323, https://www.iwgia.org/images/documents/indigenous-world/indigenous-world-2018.pdf.
  25. Minority Rights Group International, World Directory of Minorities and Indigenous Peoples, Vietnam, 2018, https://minorityrights.org/country/vietnam.
  26. Luong Thi Truong and Vu Thi Hien, “Vietnam”, op.cit., p.323.
  27. Minority Rights Group International, op.cit.
  28. Luong Thi Truong and Vu Thi Hien, “Vietnam”, op.cit., p.323.
  29. Isabel Inguanzo Ortiz, Indigenous Peoples' Rights in Southeast Asia, Asian Journal of Political Science 22:1, 2014, pp. 45-70, DOI: 10.1080/02185377.2014.895911, p.60.
  30. Minority Rights Group International, Vietnam Highlanders, 2018, https://minorityrights.org/minorities/highland-minorities