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martedì 09 gennaio 2018

I Rohingyas: una crisi urgente

Andrew McConnell

Il 2017 è stato contrassegnato da uno dei più grandi genocidi moderni, esploso il 25 agosto 2017. È stato chiamato dall'ONU come un “caso di scuola di pulizia etnica” (Zeid Ra'ad al-Hussein, ONU), che è in corso lentamente per decenni contro i Rohingya.

I Rohingya sono il più grande gruppo etnico musulmano con la propria lingua e cultura che vive da secoli in Myanmar, nello Stato del Rakhine. Inizialmente furono utilizzati dall'Impero britannico come forza lavoro per espandere la coltivazione del riso. Quando il Myanmar ottenne la sua indipendenza dall'Impero britannico, si rifiutarono di riconoscere i Rohingya come una minoranza etnica. Nel 1982, quando è stata approvata una nuova legge sulla cittadinanza in Myanmar, i Rohingya sono stati privati della cittadinanza e dei diritti, diventando così un gruppo etnico apolide. I requisiti imposti dal Paese per ottenere la cittadinanza rendevano impossibile dare ai Rohingya un'identità, diventando immigranti illegali.

A causa del fatto che sono una minoranza musulmana in un Paese buddista, sono stati perseguitati e aggrediti per decenni. La violenza contro di loro ha avuto una svolta terrificante nel 2017, dopo un combattimento tra un gruppo di insorgenti (ARKAN Rohingya Salvation Army) e le truppe militari del Myanmar. Le forze militari del Myanmar hanno iniziato a distruggere villaggi incendiandoli e ad uccidere tutti quelli che si avvicinavano. I Rohingya hanno così iniziato a fuggire disperatamente in Bangladesh, dove hanno incontrato ulteriori restrizioni ed è stato perfino loro negato di entrare nel Paese.

Fino ad oggi, più di 354 villaggi sono stati bruciati e migliaia di persone uccise. Coloro che sono riusciti a fuggire hanno iniziato un lungo e pericoloso esodo. Tra i villaggi rohingya e il Bangladesh si estendono chilometri di terreni monsonici allagati, colline fangose e fiumi pericolosi, che vengono attraversati su zattere improvvisate. Centinaia di persone hanno perso la vita cercando di attraversare questi fiumi. Quelli che sono riusciti a raggiungere i campi in Bangladesh, hanno sofferto di grave disidratazione e fame.

Cox Bazar, una città costiera nel sud del Bangladesh, è diventata rapidamente un insediamento di campi sovraffollati dove centinaia di migliaia di Rohingya stanno aspettando la decisione del loro destino. La mancanza di cibo sufficiente ha dato origine a una serie di matrimoni infantili, famiglie che hanno dato in dono le loro figlie, alcune di 11 anni, per avere abbastanza cibo per il resto della famiglia. Una volta sposata, la ragazza diventa responsabilità di suo marito, deve occuparsi della nuova famiglia, cucinare e pulire. Alle ragazze non è permesso rifiutare il matrimonio.

Save the Children ha stimato che circa 48.000 bambini nasceranno nei campi Rohingya nel 2018, circa 130 neonati al giorno. Le condizioni di vita non igieniche e la mancanza di strutture e personale medico sufficienti, daranno il via a una dura lotta per la sopravvivenza sia per le giovani madri che per i neonati, che dovranno combattere contro malnutrizione e malattie.

I campi profughi sovraffollati di Cox Bazar - uno dei siti di più densamente popolati al mondo - stanno affrontando gravi rischi per la salute a causa di aree di defecazione a cielo aperto, contaminazione del drenaggio e straripamento delle latrine che potrebbero causare epidemie.

Il destino di oltre 800.000 Rohingya è nelle mani delle autorità del Bangladesh e del Myanmar: sono intrappolati in un limbo tra i due Paesi. Il Myanmar ha dichiarato che permetterà ai Rohingya di tornare, purché possano mostrare dei validi documenti d'identità, che la maggior parte di loro non possiede. Nel frattempo, il Bangladesh sta progettando di costruire un campo profughi più grande su un'isola sperduta nel Golfo del Bengala, soggetta a inondazioni durante il monsone.

Noi come GTV teniamo gli occhi puntati su questo angolo di mondo e proporremo futuri approfondimenti nei prossimi mesi.

L'immagine: http://www.unhcr.org/news/latest/2017/11/5a0ef0af4.html