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mercoledì 18 giugno 2014

Concluso il Servizio Civile in GTV

Concluso il Servizio Civile in GTV

Il Servizio Civile con il Gruppo Trentino di Volontariato è stata un’esperienza che consideriamo positiva, importante ed arricchente. Anche per questo motivo, al termine del primo anno, abbiamo fatto richiesta di un prolungamento di ulteriori sei mesi, potendo così permanere all’interno dell’associazione per un periodo complessivo di 18 mesi.

Paola: “Da tempo mi interessavo all’ambito della Solidarietà Internazionale e del no profit, ero stata tirocinante in diversi enti, in Italia e all’estero, per periodi brevi. Nelle organizzazioni più strutturate era quasi impossibile accedere realmente alle attività svolte dal personale professionale, e come tirocinante il mio ruolo era marginale, risultandone molto limitata la mia possibilità di apprendere. In altre associazioni no profit invece la brevità del periodo e talvolta la poca organizzazione dell’associazione precludevano di fatto una reale possibilità di apprendimento attivo. Una piccola ONG come GTV e la possibilità di permanervi per un periodo più prolungato mi ha dato modo di partecipare più o meno attivamente ad ogni attività dell’ufficio.

Chiara: “Al contrario di Paola, sono entrata al GTV senza avere alle spalle nessuna esperienza nel campo della Solidarietà Internazionale . Lungi dal rappresentare un limite, questa condizione mi ha permesso di vivere il primo approccio con il contesto della cooperazione trentina direttamente “dall'interno”, eludendo la retorica che spesso accompagna questo settore e mettendomi in condizione di conoscere effettivamente l'operato di una piccola ONG. In quest'anno, inoltre, ho avuto modo di entrare in contatto con diverse realtà presenti sul territorio (come associazioni di volontariato, gli enti in cui altri giovani svolgevano il servizio civile, il Centro per la Formazione alla Solidarietà Internazionale,...), scoprendo una rete alla quale oggi, ad esperienza conclusa, continuo a fare riferimento.”

Il servizio civile, dunque, è stata l’occasione di vedere da vicino e in modo continuativo e prolungato come funziona la sede di una piccola, ma efficiente ONG e più in generale un ambiente lavorativo. Questa esperienza ha rappresentato, dunque, un momento di apprendimento importante riguardo ad eventuali ulteriori esperienze di lavoro o di volontariato in questo ambito. Abbiamo avuto modo, in particolare, di osservare a tutto tondo le attività che vi si svolgono e come vengono gestite: raccolta fondi, comunicazione (anche attraverso i social network), ideazione e creazioni di eventi, progettazione, amministrazione, rendicontazione dei progetti, ecc.

Le attività svolte in prima persona sono state molto variate: gestione dei mercatini della solidarietà, gestione del programma di Sostegno a Distanza, redazione di brevi articoli (per il notiziario e per il sito), redazione di storie (progetto 60 storie), collaborazione ad un progetto di educazione globale, collaborazione nella stesura di alcuni progetti di Solidarietà, redazione e gestione del progetto di Educazione allo Sviluppo nelle scuole (con la ideazione e implementazione di interventi nelle classi), collaborazione all’organizzazione di piccoli eventi, ecc. Questa varietà di attività ci ha permesso di sperimentarci in diversi ambiti, e ci ha dato la possibilità di prendere consapevolezza delle nostre propensioni e attitudini, delle nostre capacità e dei nostri limiti. Riteniamo che questa sia un’opportunità molto importante in una fase della vita (dai 20 ai 28 anni) in cui un giovane si appresta ad inserirsi nel mondo adulto in quanto dà la possibilità di valutare se stesso in contesti “operativi”, nuovi rispetto a quelli meramente teorici/didattici della scuola o dell’università. Un passaggio propedeutico ad un successivo inserimento lavorativo o di approfondimento di attività di volontariato, che sia frutto di una scelta matura e consapevole.

La collaborazione con GTV ha, inoltre, stimolato e sollecitato alcune riflessioni sui temi del volontariato, della solidarietà internazionale (del suo senso, delle sue modalità, della raccolta fondi, ecc.), della povertà, dell’ambiente, intercultura, educazione globale, ecc. grazie anche ad un ambiente che, nonostante fosse ben organizzato, era anche sufficientemente informale da permettere un dialogo vivace, aperto e costruttivo.

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