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mercoledì 10 luglio 2013

Qualunque cosa per la mia libertà

Qualunque cosa per la mia libertà

Huyen è tra i membri fondatori dell'Associazione di giovani vietnamiti SDC (Sustainable Development Club), nata ad Hanoi nel 2011 dall'Organizzazione- madre CSDS (Centre for Sustainable Development Studies). È giovane Huyen, ha una grande energia; lo percepisco da come mi parla, dal suo modo deciso di stringermi la mano. Lei, assieme al gruppo di universitari uniti nel gruppo SDC, fa parte della società civile vietnamita maggiormente sensibile alle problematiche del Paese. Dalle sue parole emerge la volontà di impegnarsi per far sì che il futuro sia più promettente ed "equo" per tutti. Huyen ha costruito la sua vita basandosi sui suoi valori, fino al compimento di una scelta radicale, ovvero la decisione di diventare una volontaria a tempo pieno.

Huyen mi racconta di aver avuto un percorso simile a quello di molti altri ragazzi vietnamiti: scuola, università, varie esperienze lavorative... tutto ordinato ed allineato verso un futuro già scritto e predefinito. Eppure c'era qualcosa che le andava stretto. Un senso di costrizione verso una vita che non aveva scelto, ma nella quale era stata catapultata dalle convenzioni e dai desideri degli adulti e perfino dei propri familiari. Per questo un giorno decise, pur sapendo che la strada che si apprestava a percorrere era tutta in salita, di staccarsi dal suo nucleo familiare e supportare la zia nell'istituzione di una scuola speciale per bambini autistici. Sono andata a trovarla proprio nel suo luogo di lavoro per farmi raccontare il suo personale punto di vista sul mondo del volontariato in Vietnam.

"Il mio lavoro è fare la volontaria a tempo pieno. Oltre ad essere la leader del gruppo di volontari SDC, mi sono impegnata nel progetto a sostegno di questa neonata struttura, il Mother's heart Center, un Centro di sostegno ed educazione per bambini autistici o affetti da altri disturbi mentali. Mia zia poco più di un anno fa prese la decisione di impegnarsi per dare un sostegno a questi bambini ed alle loro famiglie, che il più delle volte sono lasciati a loro stessi, socialmente emarginati. Anche il figlio di mia cugina soffre di autismo. Abbiamo creato questa struttura per cercare di entrare nel mondo dei bambini autistici, per offrire loro un programma di apprendimento al pari dei loro coetanei. Per il momento sono molto felice di essermi imbarcata in questa nuova avventura, sto imparando molto. In futuro spero di incanalare queste mie competenze in un progetto volto a sensibilizzare la società alle problematiche dei bambini autistici, per evitare che essi vengano allontanati dalla vita reale".

Mentre parliamo Huyen mi confida di aver scelto questo lavoro anche perché così ha più tempo per pensare a sé ed al suo futuro. Non è spaventata, bensì serena e in pace con se stessa. È felice di rendersi utile a chi ne ha bisogno: "Penso che il volontariato provenga dal profondo del cuore, lo fai perché desideri farlo, nessuno può forzarti; fai ciò che desideri, è il modo in cui vuoi vivere la tua vita. Credo sia anche rilassante, piacevole, perché ti avvicina alle altre persone. Inoltre si viene a contatto con altri volontari che hanno la tua stessa visione del mondo, i tuoi stessi valori. È un'occasione unica per mettersi in gioco". L'entusiasmo, il trasporto e l'energia di Huyen mi riportano alla mente la chiacchierata con Huan di poche ore prima. Pur essendo un'occasione per sperimentare e mettersi alla prova, il volontariato in Vietnam è vissuto dai giovani come un'esperienza volta al miglioramento di se stessi piuttosto che della comunità nella quale si va ad operare. Huyen, con la sua testimonianza, offre invece una prospettiva assai differente, totalmente volta alla promozione del benessere collettivo.

"Con SDC abbiamo in attivo molte attività e collaboriamo ai progetti di CSDS per contribuire al miglioramento delle condizioni di vita delle fasce più vulnerabili della popolazione, ad esempio bambini, orfani o disabili. Recentemente abbiamo avviato un progetto chiamato HumaniTour, una forma di turismo che mette in relazione prima di tutto le persone. Il turista, visitando una particolare area rurale, contribuisce allo sviluppo del villaggio generando lavoro, ponendo attenzione alle questioni ambientali ed aiutando bambini bisognosi. Potremmo definirlo un turismo sociale. In un anno abbiamo realizzato ben 5 HumaniTour in differenti province: Yen Bai, Lang Son, Son La, Hoa Binh e Ha Giang". L'attività di SDC vede il coinvolgimento di altre Organizzazioni internazionali. Ad esempio con GTV dal 2011 il gruppo di studenti si reca mensilmente nel distretto di Son Dong, area dove l'Associazione opera, per supportare l'organizzazione di campi di animazione rivolti ai bambini coinvolti nel progetto Sostegno A Distanza: "giochiamo con i bambini e cerchiamo di sensibilizzarli alle pratiche igieniche di base. Molto spesso mettiamo in scena dei teatrini o scriviamo delle canzoni per far sì che gli insegnamenti rimangano impressi nella mente dei bambini senza risultare noiosi. Coinvolgiamo anche i genitori che, curiosi, assistono alle nostre attività in maniera divertita".

L'esperienza con SDC e con Mother's Heart Center è molto importante per Huyen la quale, dopo tanti anni di scontri e insoddisfazioni per un lavoro che non le apparteneva, ha finalmente capito dove indirizzare le sue energie e la sua creatività, i suoi sogni e le sue speranze per il futuro.

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