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lunedì 18 novembre 2019

Vietnam tra villaggi rurali e città in espansione: il diario della viaggiatrice Sandra

Vietnam tra villaggi rurali e città in espansione: il diario della viaggiatrice Sandra

I motorini di Hanoi, schierati come cavalli impazienti alla partenza ed il passo lento dei bufali. Ed ancora, la pace dei templi buddisti e la movida nella capitale, i mercati etnici e quelli cittadini con tutti i marchi occidentali. E' un Paese di contrasti, il Vietnam, che registra negli ultimi anni una crescita del Pil del 6 - 7% l'anno ed è una delle economie più dinamiche del Sud est asiatico, avendo abbracciato la via del capitalismo. Ma è anche un Paese dove le tradizioni sono ancora molto radicate ed il divario tra la vita in città e quella delle campagne è sempre più accentuato. Per chi ha superato i cinquant'anni, il Vietnam è legato alle manifestazioni contro gli Usa  degli anni Sessanta e Settanta per l'aggressione al piccolo stato che ha dovuto affrontare nella sua storia millenaria occupazioni da parte di potenze vicine, come la Cina e lontane, come la Francia. Ora che il turismo è una delle voci importanti dell'economia, anche i luoghi delle battaglie e dei massacri (da Dien Bien Phu a May Lai) sono diventate mete per i turisti (dai reduci di guerra ai reduci dalle lotte libertarie e antimilitariste di cinquant'anni fa), ma i turisti arrivano ormai da tutto il mondo. Ed il Vietnam ha voluto lasciarsi alle spalle il dramma della guerra ed è proiettato nel futuro.

 Sono queste le prime sensazioni che si colgono, anche se per capire il Paese, non ci si può accontentare di un tour nelle città, da Hanoi a Ho Chi Min City o alle attrazioni più famose come la baia di Ha Long, ma è necessario entrare in contatto con l'altra faccia, quella delle campagne e del duro lavoro nelle risaie, coltivate a terrazzamenti, con l'aiuto di macchine rudimentali, ma soprattutto dei bufali forti e pazienti. Questo è stato possibile grazie al viaggio organizzato da GTV, il Gruppo volontariato trentino, che opera nelle regioni più povere del Nord, al confine con la Cina, per portare acqua corrente e corsi di educazione alimentare alla popolazione.

In particolare, il viaggio che si è appena concluso ed ha visto coinvolti 15 partecipanti (dal Trentino, dal Veneto, dal Friuli Venezia Giulia e dalla Lombardia), guidati da Luca Penasa, trentino che in Vietnam ha vissuto 7 anni, ha offerto una visione di alcune aree dove vivono le minoranze etniche degli H'Mong, Dzoi Rosso, Nung e Tay. Qui GTV  sta portando avanti un programma di cooperazione di comunità per garantire l'acqua potabile, condizioni igieniche ed educazione di qualità per bambini e famiglie. Noi abbiamo visitato il progetto “Acqua per tutti” che porta l'acqua corrente ad una ottantina di famiglie che vivono nei villaggi di Sung Sang e Chung Chai, nella provincia di Ha Giang, a sei ore di auto da Hanoi. Il primo villaggio è stato già provvisto di acquedotto, ma per gli abitanti che vivono nelle campagne circostanti e nel villaggio a monte, a Chung Chai, si tratta di  fare ogni giorno parecchi chilometri per arrivare al serbatoio già realizzato. Il progetto perciò prevede la costruzione di una stazione di pompaggio e 5 cisterne per distribuire l'acqua direttamente alle famiglie e far risparmiare loro tempo e fatiche per l'approvvigionamento. Senza contare che con questo sistema, l'acqua è più sicura ed evita così il diffondersi di malattie dovute alle scarse condizioni igieniche. Per arrivare ai paesi della provincia all'estremo nord si è viaggiato da Hanoi in treno, per poi arrivare in pulmino, lungo una strada impervia che si inerpica fino a quota 1300, e raggiungere a piedi il cantiere. Ad attenderci a Sung Sang Francesca Anzi e Que Vo, rispettivamente coordinatrice e responsabile del progetto il loco di GTV, insieme alla sindaca del villaggio, un nucleo di case sparse nella campagna rigogliosa e assolata. A fianco della cisterna già costruita, si stanno ultimando i lavori per rendere più efficiente l'acquedotto e per proseguire il suo sviluppo a monte. “I lavori dovrebbero concludersi entro novembre, – spiega Francesca Anzi – lavori accompagnati da una campagna di sensibilizzazione della popolazione, perché è necessario che le persone associno igiene e salute e comincino a percepire  l'importanza di avere una toilette. A fianco dell'acqua è necessario lavorare per garantire l'igiene! E poi c'è la questione delle bollette: le persone qui non hanno mai pagato, ma ora si rende necessaria una gestione comune e la manutenzione del sistema. Sarà nostra cura, insieme alle autorità locali, sindaca e consiglieri, spiegare le modalità di pagamento, per questo sarà creato un “comitato di gestione” a cui sarà insegnato come procedere in autonomia per le piccole manutenzioni”.

GTV interviene da vent'anni in Vietnam, all'inizio affiancando gli Amici della Neonatologia che hanno portato aiuti agli ospedali del Paese, per combattere la mortalità infantile, in seguito con un programma articolato e complesso di cooperazione di comunità. Si tratta di progetti di sviluppo agricolo, sicurezza alimentare, di igiene, sanità ed educazione. Anche i viaggi che si tengono da qualche anno, contribuiscono a sostenere i progetti di GTV e per il 2020 ne sono già in programma 3 (per chi volesse informazioni consultare il sito http://www.gtvonline.org/it/progetti/viaggia-con-gtv.html, tel. 0461917395).

Quello che si è appena concluso ci ha portato alla scoperta delle molteplici facce del Paese. L'arrivo in una città piccola e dal fascino antico come Hoi An ha permesso un approccio soft al Paese, mentre nelle grandi città di Hue o Hanoi si è catapultati nel Vietnam del futuro. Hoi An è la città delle lanterne, che creano una volta coloratissima nelle vie del centro ed illuminano le centinaia di barche lungo in fiume. Poi l'arrivo alla antica capitale di Hue in treno, addentrandosi nella fittissima vegetazione delle colline del Passo delle Nuvole, ha permesso di viaggiare con la popolazione  locale. Qui si respirano gli antichi fasti della dinastia Nguyen, dentro la cittadella imperiale che si estende su un'area vastissima, che comprende gli alloggi della corte, quelli della regina madre e, i più nascosti, alloggi dell'imperatore. Dalla pace senza tempo della cittadella, si è catapultati nel traffico serale di Hue (ma il caos regna sovrano in tutte le città vietnamite, con i motorini che sfrecciano superando da destra a sinistra veicoli e pedoni, e le precedenze sono... fai da te, senza regole apparenti) per la visita al mercato coperto: un tripudio di profumi, spezie, verdure e frutta colorate, cibi di strada, che meritano un capitolo a parte. Ci sono spiedini con carne, cotti  attorno alla citronella, involtini di carne e verdure avvolti in leggere carte di riso, crepes da infarcire con qualsiasi ripieno di carne, noodles e verdure.

Sandra Mattei,  viaggiatrice con GTV di ottobre 2019.