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lunedì 21 marzo 2016

La storia di Hoa

La storia di Hoa

Conosciamo meglio Hoa, che lavora con noi da circa un anno come responsabile del progetto “Comunità per tutti - Salute ed educazione per i bambini con disabilità”. Sappiamo che da anni lavora nel campo dello sviluppo, dell'emporwement femminile, della salute, in particolare salute riproduttiva o malattie come l'AIDS.

Ma perché e come ha deciso di dedicarsi alla cooperazione allo sviluppo? E questa scelta l'ha arricchita o cambiata in qualche modo?

Hoa inizialmente si imbarazza perché è la prima volta che viene intervistata. Ma lasciamo da parte telecamere o registratori, lasciamo scorrere le parole in libertà. Hoa ha vissuto molte esperienze forti, lavorando in molte province vietnamite in svariati progetti di sviluppo: ha tanto da raccontare!

Perché mi sono dedicata alla cooperazione? Perché è parte del mio modo di essere. É in linea con il mio carattere: non sono aggressiva, non mi sono mai immaginata dedita ad attività commerciali. Mi sono sempre vista in un lavoro dedicato agli altri e, dopo aver studiato Economia all'Università di Hanoi, ho iniziato a collaborare con ONG, per lo più internazionali. Fin dalle prime esperienze di stage e durante le prime visite nelle zone rurali e povere del mio Paese, sono rimasta duramente colpita dalle condizioni in cui vivono molte persone. Lavorare con loro era la mia strada.

Ancora non dimentico la forte esperienza che ho vissuto entrando in un riformatorio. Era il mio primo vero e proprio contratto di lavoro, con UNICEF. Nel riformatorio ho incontrato dei ragazzi così giovani. Erano troppo giovani per aver già fatto del male a qualcuno. Rubato. Qualcuno addirittura ucciso. È stato scioccante. Ma dentro il riformatorio ricevevano aiuto, potevano studiare ed essere avviati verso un percorso professionale. Avevano un'opportunità.

Dedichi tanta passione e tanto tempo a questo lavoro. Cosa hai ricevuto in questi anni?

È possibile creare molti contatti. Pensa che quest'anno, nel progetto disabilità di GTV, sono riuscita a coinvolgere una dottoressa molto brava alla quale io stessa avevo fatto formazione in un ampio programma dedicato alla salute riproduttiva. Nel frattempo lei è cresciuta professionalmente e con GTV l'ho contrattata per fare a sua volta formazione sul tema della disabilità!

E soprattutto ho stretto legami. Alcuni di vera e propria amicizia. Ho lavorato tanto sul tema dell'educazione sessuale e molto con i ragazzi, per formarli ed informali sui rischi che si possono correre, ad esempio sulla pericolosità dell'AIDS. Ho stretto forti legami con diversi studenti che ancor oggi mi scrivono, si ricordano di me durante le festività e molti sono miei amici in Facebook! In particolare una ragazza, dopo la fine del progetto, lei stata già frequentando l'università, mi ha chiamato. Aveva bisogno di un appoggio, di un consiglio. Il suo ragazzo insisteva per avere rapporti con lei, prima del matrimonio. Questo è un tema ancora molto sensibile in Vietnam. La società sta evolvendo in modo molto rapido. I rapporti prematrimoniali sono sempre più diffusi, anche tra i più giovani, ma ci sono ancora casi di ragazze rifiutate dai mariti perché non vergini. Succede nelle zone rurali, ma anche ad Hanoi! La televisione arriva dappertutto... e i ragazzi imparano queste cose molto velocemente...

Questo lavoro in qualche modo ti ha cambiato?

Si. Ha cambiato anche il mio modo di relazionarmi con la mia famiglia. Ho due figlie. E rispetto a mio marito mi comporto in modo molto diverso con loro. Tornando al tema dell'educazione sessuale, per lui è inaccettabile che si possano avere rapporti prima del matrimonio! Io invece, lavorando nella cooperazione, ho capito che non possiamo vietarlo ai nostri figli, dobbiamo dare loro tutte le informazioni utili in modo che siano consci e in grado di proteggersi.

Con il progetto GTV, è la prima volta che affronti direttamente il tema della disabilità, giusto?

Si, non avevo mai lavorato direttamente su questa tematica. Si tratta di un tema strettamente legato alla povertà delle famiglie. Se una famiglia è in difficoltà economiche non ha la possibilità di curare i propri figli, non riesce nemmeno a portarli in ospedale per fare dei controlli. E quando siamo arrivati a Son Dong con il progetto, in molti casi la malattia era troppo avanzata e quindi ora sono necessari molti più sforzi, anche economici, rispetto a casi con diagnosi più precoci!

Però ci sono dei casi felici. Pensa che ad An Lac c'è una ragazza sorda, in grado però di scrivere con una bellissima calligrafia. È una ragazza molto intelligente. La comunità si è mobilitata e ha raccolto una cifra molto significativa per comprarle un apparecchio acustico!

Infatti mi chiedevo, considerando il forse senso di comunità vietnamita, ci sono forme di aiuto verso le famiglie in difficoltà con figli disabili?

Dipende molto da comunità a comunità. C'è il caso molto fortunato della ragazza sorda di cui ti ho appena parlato, ma anche di famiglie lasciate a se stesse, che non riescono nemmeno a seguire l'iter burocratico per richiedere un sussidio statale, che dovrebbe essere dovuto ai casi di disabilità.

GTV lavora a Son Dong da tanti anni. Per te è la prima esperienza. Com'è lavorare lì? Come sei stata accolta? Questa comunità ha delle peculiarità rispetto ad altre zone che hai conosciuto?

Ho trovato il distretto piuttosto avanzato, nel senso che le infrastrutture come scuole o strade sono abbastanza buone. Ma soprattutto tutti parlano la lingua base vietnamita! Non è così scontato nel nord del Vietnam considerando tutte le minoranze etniche presenti. Anche a Son Dong ci sono molte minoranze ma tutti sono in grado di comunicare con la lingua nazionale, quindi non ci sono barriere linguistiche ed è facile comunicare con tutti. E poi, in generale, li trovo molto entusiasti, disponibili e pronti ad imparare cose nuove. E tutti cercano di invitarti a casa loro, sono ospitali. Si, mi sto trovando proprio bene nel mio lavoro a Son Dong.

Vogliamo cogliere questo momento per augurare ad Hoa un buon proseguimento col suo lavoro, che questo 2016 sia per lei ricco di nuove esperienze, anche grazie a GTV!
Ma un ringraziamento va anche a Laura, nostra socia, che durante il suo ultimo viaggio in Vietnam è stata così gentile da incontrare ed intervistare per noi Hoa.